gennaio 09, 2011

Il panettone di San Biagio e la dieta low carb


Qualche cosa per il nuovo anno alla fine uno se la ripromette comunque.
1) Dopo le feste scatta in automatico la dieta low carb, e il proposito di abolire ogni dolciume fino a Pasqua. Poi il 3 febbraio arriva tua mamma con il panettone secco che a San Biagio è tradizione e da lì in poi, lasciamo perdere.
2) Un' altra cosa che mi ripropongo è di aggiornare un po' di più il blog, che alla fine è un modo per tenere traccia della mia quotidianità. Anzi se qualcuno mi spiega come faccio a trasformare questo blog in un sito mi fa una gentilezza. Come comprare un dominio lo so ma come faccio a gestirlo con Blogger? Si può? Non che io abbia manie di grandezza ma metti che una mattina Google si rompa le palle di noi sei miliardi di blogger, tutte le cavolate che ho scritto qua che fine fanno? Insomma mi spiacerebbe, son ricordi.
Non che voglia fare un bilancio (che si erano aboliti anche quelli) ma l'anno scorso avevo scritto questa whishing list: qualcosa è arrivato, qualcosa no.
La nuova amica: sì.
Il divano nuovo: no.
La faccia: può andare anche così.
Le tette? Non pervenute.
Sulla vacanza come-la-voglio-io ci stiamo lavorando.
Il week end romano un domani arriverà.
Il mio lato spirituale è andato a farsi benedire e di mio marito racconterò.

dicembre 31, 2010

'talle!



Anch'io sono una di quelle che il Natale non lo ama granché. Bella la neve, gli alberi decorati e le mille luci. Bella la storia di Babbo Natale, le renne e tutto il resto che ai bambini gliela racconti per un mese intero. Bella la loro faccia quando lo vedono arrivare per davvero*, con la barba bianca, il vestito rosso e il sacco con i doni.
Ma poi finisce lì.
I regali per forza, le telefonate per forza, l'abbuffata che se-no-non-è-Natale non li reggo più. Per il prossimo anno, medito una fuga al caldo. Che poi uno lo dice ma non lo fa mai.
*Un ringraziamento speciale all'amico che da cinque anni a questa parte si sciroppa l'ingrato compito di agghindarsi da Santa Claus...e che quest'anno gli è toccato pure passare in anticipo così noi abbiamo cenato in pace!

E adesso arriva il nuovo anno. I buoni propositi li abbiamo aboliti da tempo ma la lista dei desideri è sempre aperta.
A voi che passate di qua: qual è il vostro più grande desiderio per il 2011?
Vi auguro di tutto cuore di realizzarlo.

dicembre 15, 2010

I manufatti


Ecco qua foto dimostrativa. Mi ero proprio applicata e gli oggettini natalizi per il mercatino li avevo r-e-a-l-i-z-z-a-t-i per davvero.
Avevo comprato il Das, il Vinavil, i colori e i brillantini. Avevo anche fatto tremila domande alle sorelle della cartoleria sotto casa: tanto per regolarmi, ma il Das in quanto asciuga? ah, ci vuole una notte? allora aveva ragione mio marito! e i brillantini come ce li metto? sulla tempera? ah, ci devo mettere prima la colla? ma i colori li uso così come sono? ah, posso diluirli in acqua?
Roba che queste mi hanno guardata tipo marziana, si saranno domandate che cacchio di infanzia ho avuto. D'altronde l'ultima volta che ho usato quelle cose lì, sarà stato vent'anni fa. E il profumo del Das? Vogliamo parlarne?
Comunque, per farla breve, avviso l'educatrice che domani porterò "i manufatti" e apprendo che festa di Natale e mercatino annesso sono andati a farsi benedire. Ne racconterò poi le ragioni.

Ammazza che fortuna!

dicembre 10, 2010

Di amiche, donne e confidenze



C'è un quesito che mi fa riflettere: si tratta di donne. Di amiche. Di complicità femminile, di confidenze e reciproci sfoghi.
Nella mia concezione di amicizia se tu (amica) ti sfoghi con me e mi dici, per fare un esempio, che tuo marito è un po' stordito, io ti ascolto e ti chiedo le ragioni. Poi a meno che tu abbia sposato l'ultimo essere infimo della terra, e a meno che lui ti abbia fatto davvero qualcosa di grave, automaticamente prendo un po' anche le sue parti (quelle di lui). Perché credo che a volte nello sfogo ci sia la voglia di raccontarsi, di confrontarsi e di sfogarsi. Tutto lì. Tu mi racconti e io giustifico, sdrammatizzo. Tu ti sfoghi e io ti dico che le cose possono anche migliorare, che magari lui anziché essere un po' stordito, sta solo passando, che so, un momento "no".
Ultimamente osservo che ci sono donne che d'abitudine fanno l'esatto contrario: come dici? tuo marito è un po' stordito? Sì, te lo confermo.
Preferiscono alimentare un malessere anziché lenirlo.
Forse credono di far meglio.
O forse lo fanno. E sono io a sbagliare.

dicembre 06, 2010

Home made ma anche no


All'asilo quest'anno si organizza un mercatino di Natale per raccogliere fondi. I bambini stanno facendo dei biglietti di auguri con le maestre e alle mamme è richiesto di realizzare qualche oggettino da vendere.
R-e-a-l-i-z-z-a-r-e, nel senso di fare con le proprie manine. Ecco, parliamone: io sono negata. Di brutto. Io sono creativa ma in un altro senso. Forse di testa ma non di fatto.
Io l'alibi per r-e-a-l-i-z-z-a-r-e un bel niente ce l'avrei anche perché lavoro, c'ho due figli, il marito che torna tardi e bla bla bla ma essendo io nel comitato genitori pare brutto. Poi c'è che sono a casa per i prossimi tre giorni e allora mi dico che posso almeno provarci.
Mamme blogger che ve ne intendete, datemi delle idee! Roba facile, s'intende. Che qui mancano proprio i rudimenti.

novembre 09, 2010

Il rubacuori


La maestra mi dice che Mattia (il timidone Mattia, il mammone Mattia, il "pesantone" Mattia) ha preso per mano una sua compagna di classe e se ne stava andando a zonzo con lei nel salone, allontanandosi dal gruppo.
Lei è Paolina, brutta come poche ma simpatica (politically incorrect mum!).
Lo scorso anno il timidone-mammone-"pesantone" Mattia era il compagno prediletto di Reana, una meravigliosa bimba di origini albanesi, per la quale la sottoscritta aveva pure un debole, tocca dirlo. Le maestre la usavano per convincerlo a fare cose che lui si intestardiva a non fare, da buon bastian contrario (e qui sollecito - a grande richiesta - tutti gli amici e conoscenti dellavitareale, nonché i parenti, a lasciare un messaggio indicando da chi il piccolo Mattia abbia preso questa simpatica tendenza caratteriale a voler fare l'esatto opposto di quanto tu gli proponi. Sarò più esplicita: da me o dal papà?)
Oggi poi li accompagno all'asilo. Nello spogliatoio ci sono loro e la loro compagna Elisa. La bimba salta al collo di Mattia e gli stampa un bacio sulla guancia. Lui si ritrae imbarazzato e mi guarda intimidito.
Niente da fare, le femminucce hanno una marcia in più, si sa. Sono oggettivamente più scaltre e intraprendenti.
Essì che io ho sempre ritenuto Christian il bello di casa: sorriso smagliante, timido ma non troppo, dolce ma esuberante, altruista e un poco paraculo, che nella vita non guasta. Ogni tanto glielo dico già: chissà quante ragazze mi chiameranno a casa...
E allora col consorte ci domandavamo: com'è che Mattia riscuote tutti questi consensi femminili e Christian non se lo filano proprio?
Massì Laura è perché lui è un patatone. Mi dice lui.
Già, già, lui è proprio un patatone. Evviva il mio patatone Mattia, allora!

ottobre 14, 2010

Il mio autunno



E' uno di quei periodi al cardiopalma. Quelli che inizi la mattina correndo, corri (metaforicamente parlando) tutta la giornata, corri la sera mentre torni a casa. Corri, corri e corri ancora. Poi a un certo punto ti fermi e ti accorgi che ti mancano quelle due, tre ore di veglia per fare quelle seimila cose che ormai rimandi all'infinito e che non è che siano essenziali ma che un loro perché ce l'hanno comunque. Tipo? Farti una manicure basic, neanche laccata. Cambiare borsa o in alternativa bonificarla. Sistemare le bollette pagate. Togliere i volantini pubblicitari dal parabrezza che poi se piove, coi tergicristalli li riduci in poltiglia. Dare un occhio al tuo guardaroba autunnale. Comprare la farina gialla per il nido. E simili.
E' uno di quei periodi in cui la sfiga, quella leggera e un po' prevedibile, ti sta alle costole. E pure quella mette stanchezza.
E' uno di quei periodi in cui le relazioni sociali annaspano ma chi vive una vita come la tua lo sa e aspetta tempi migliori.
E' uno di quei periodi in cui giri fissa con la coda di cavallo perché quella sciroccata della tua parrucchiera ti ha fatto uno scalato improponibile. E mentre aspetti che ti ricrescano, ti girano un po' le palle.
E' uno di quei periodi in cui ti lamenti di tutto ma alla fine della tua vita non cambieresti niente. O quasi.
Brutta storia l'autunno.

settembre 28, 2010

L'ombrellino (del desiderio)

Vogliamo parlare della mattina piovosa?
Di quando i bambini al nido ce li accompagni tu. E piove. E hai parcheggiato la macchina più lontano del solito.
E hai un ombrello in mano.
E loro adorano gli ombrelli. Li adorano perché tu in casa li nascondi. Oggetti del desiderio pure loro, per colpa tua, che hai paura se li sbattano in testa e che li vogliano aprire. In casa. E tuo marito è convinto che di sfighe ne abbiate già abbastanza.
Cedi il tuo ombrello a uno dei due. Poi realizzi che se lo molli a lui, tu rimani sotto l'acqua. E poi devi andare in ufficio. E hai messo pure gli occhiali (lenti a contatto tassative nei giorni di pioggia!).
Quindi te ne riappropri. Lui si risente. Lo rivuole. Facciamo che la mamma ti prende in braccio e tu tieni l'ombrello? Sì! E' andata. E l'altro stranamente se ne infischia e ti cammina al fianco, riparato pure lui.
Sarà arrivata l'ora di acquistare le mantelline? Vogliamo parlare della modica cifra alla quale le vendono? A partire da 12€. Che quando hai trovato quelle della misura che vuoi tu e del colore che vuoi tu, scopri che gli euro sono 18 perché c'è Winnie The Pooh stampato sopra. A te 36 € per due pezzi di cerata ti sembrano anche troppi.
E poi la mantellina è adatta ai tragitti a piedi. Tu al nido ce li porti in macchina. Vuoi farti anche lo sbattimento di infilare la mantellina a casa per poi sfilarla in macchina e rinfilarla nel parcheggio dell'asilo? Anche no. Provvederai il prossimo anno che alla scuola materna ci andranno camminando.
E allora ombrellino sia. Da usare all'occorrenza e imboscare alla velocità della luce. Che poi sennò ci giocano a scherma. O lo aprono nello spogliatoio del nido. Che se becchi il genitore superstizioso, ti tocca pure assistere agli scongiuri.

settembre 21, 2010

Questione di priorità

Sabato ero a un matrimonio di colleghi. Il consorte era a casa con i bambini.
In serata mando un sms per accertarmi che sia tutto ok e chiedo un successivo aggiornamento.
Questo il messaggio a seguire:
"Christian dorme, Mattia ancora no. Comunque sono stati bravi e ho visto la partita in pace."
Nella vita, si sa, ci sono delle priorità.

agosto 24, 2010

Il bilancio

Allora? Bilancio della vacanza? Mi domanda lui. Ma sì, dai, è andata bene.
Riposante (per quanto possibile con due bambini) e intelligente, intendo "a misura di bambino". Se voi siete quelli che le vacanze riuscite a farle come una volta: tanto di cappello. Io da quando ho i bambini ho deciso che certe cose smetto di farle adesso fino a quando saranno più grandi. Punto e basta. Perché se le faccio lo stesso mi stresso a dismisura, accumulo nervosismo, innervosisco loro e soprattutto mio marito. E siccome al mio (benché precario) equilibrio psichico ci tengo, così come al ménage familiare, ho deciso così.
L'aspetto emotivo di questa vacanza è che da mamma lavoratrice ho desiderato molto questi 16 giorni ininterrotti con loro e me li sono strapazzata a più non posso (mia mamma dice che li coccolo troppo, io me ne infischio e spero che alla fine ci guadagnino in autostima). Vederli vivere cose nuove e diventare degli ometti ogni giorno di più riempie il cuore.
Sull'aspetto "pratico", qualche punto in più: innanzitutto che il pisolino pomeridiano per i genitori in vacanza è una specie di miraggio. Un'oasi che comincia a intravedersi nel caos del pranzo. Quelle tre ore per noi e per noi stessi sono sono stati il salvavita della vacanza. Ma come faremo quando fra un annetto o giù di lì non lo faranno più?
Ho avuto conferma che i miei bambini patiscono le novità. Ci ho messo un giorno intero per convincerli a lasciare i sandali da città per indossare le ciabattine da spiaggia. Un giorno ad entrare nell'acqua. Un giorno ad abbandonare il canotto. Un giorno a liberarsi del salvagente. E via dicendo. Se avete anche voi dei figli così, consiglio vivamente di prenotare una villeggiatura di due settimane perché con una concludereste poco. Alla fine balleranno a ritmo di musica in piscina e si divertiranno come pazzi ma tocca lavorare sodo. Vietato perdersi d'animo.
Abbiamo ridotto a zero gli spostamenti in auto superiori ai 45 minuti, se non in orario nanna e pisolo perché il mal d'auto non è un capriccio, checché ne dicano quelli che ti rispondono che li hanno sempre abituati a viaggiare e li distraggono con una baby compilation. E questo ci ha permesso di viaggiare in serenità.
Sono riuscita a leggere tre (dico tre!) libri. Lo considero un miracolo o quasi.
Ultima considerazione: ero più in forma a un anno dal parto che non a due. Quando la gonna ti arriva un centimetro abbondante al di sopra di dove arrivava prima non è un bel segno. E toccherebbe correre ai ripari. E va be', settembre non è il mese dei buoni propositi?
Ah, e per finire: credo di essere l'unico caso di mamma gemellare con un figlio quasi spannolinato e l'altro manco per idea. Ma di questo parlerò in seguito.

agosto 04, 2010

Si parte


-2
Siamo in partenza per le nostre ferie. Sospirate. Perché quest'anno è stato intenso, faticoso, diverso da come lo avevo progettato ma alla fine importante, anche se per ragioni diverse da quelle che al momento ritengo prioritarie.
Queste ferie sento di meritarmele tutte, più dello scorso anno e più degli altri anni. E voglio godermele. Sono le nostre prime vere vacanze da famiglia.
Mio marito - che dopo un (solo) week end con la prole torna disfatto al lavoro - è un po' preoccupato. Due settimane di vacanza son tante da quel punto di vista lì...
Due settimane via da casa vuol dire che ti devi portare il mondo dietro. Ma anche no. Nel nostro caso mi sa di sì, senz'altro. Siamo spartani di testa ma non di fatto. Pazienza.
Ho voglia di infradito 24ore su 24, di pennichelle pomeridiane, di sole dopo la doccia fresca, di staccare la testa dalla mia vita cittadina per un bel po' di giorni.
Lascio un saluto a chi passa di qua. Per chi in vacanza ci è già stato, per chi ci deve ancora andare e per chi lo è da una vita e neanche se ne rende conto.
A presto.

luglio 16, 2010

Di temperature tropicali e mezzi di locomozione

Domenica mattina. Ore 11.00 circa. 40 gradi all'ombra, senza esagerare. Tasso di umidità alle stelle. Una coppia raggiunge la stazione di Milano Lambrate.
Lei trangugia furtivamente la pizzetta dei suoi figli per scongiurare un calo di zuccheri (quando si dice togliere il pane di bocca...).
Lui - che nella sua vita precedente col cavolo che usciva di casa con quel caldo lì - si spara due rampe di scale abbracciato a un passeggino gemellare per raggiungere il binario 12. Quello dei treni in transito.
No, non devono partire.
Sono lì per questo:


Se ve lo state chiedendo: SI', adoravano le macchine ma da un paio di settimane sono in fissa con i treni. E SI', era la prima volta che ne vedevano uno vero...

luglio 11, 2010

Le vacanze (1a puntata)


Prima tranche di vacanze: una settimana al mare con i bambini e la (mia) mamma. Considerato l'esito di quelle dello scorso anno, ero leggermente titubante. Manco un po' entusiasta della partenza, per dirla tutta. Ma come mi è capitato spesso nella vita: quando mi aspetto il peggio, tutto fila liscio. E viceversa.
Una settimana con la mamma (la tua) vuol dire che a "cosa diamo da mangiare alle creature" ci pensa lei. Nel senso che magari ci penseresti anche tu ma lei ti anticipa sempre.
E giù a dirmi: andrai mica in un residence? Solo in albergo pensione completa ti puoi riposare! Forse voi. Io preferisco di gran lunga cucinarmi due cose al volo e mangiarle coi tempi e modi miei che trangugiare prelibatezze alla velocità della luce perché i miei figli si son rotti le palle di stare seduti a tavola. Beate voi se i vostri fanno di meglio! I miei sono ancora attratti dai travasi d'acqua a fine pasto e cose affini. Fra qualche anno se ne riparlerà... [continua]

luglio 08, 2010

Il mare mette appetito...


In attesa di trovare un attimo di tempo per raccontare due cose su questa prima tranche di vacanze, posto questa foto scattata una settimana fa in villeggiatura (e già pubblicata su Fb).

Didascalia: il mare, si sa, mette appetito e... tanta allegria.
A presto per i dettagli.



giugno 23, 2010

Il regalo alle maestre

Ma si fa il regalo alle maestre?
A me non dispiacerebbe portare qualcosa alla Betta e alla Giò.
Già ho pensato a cosa scrivergli sul biglietto. Sarebbe una frase sentita: che loro sono persone speciali. Perché mica lasci i tuoi figli a una persona qualunque.
Però non so.
Si usa?
E poi cosa gli regalo?