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luglio 18, 2011

Di ansie e aquiloni nel parco

Mancano otto, dico otto giorni alla fine dell'asilo nido. Ve lo devo dire che mi assale già la malinconia mista ad ansia? Ché l'anno prossimo si andrà alla scuola dei grandi e l'idea di un nuovo inserimento mi prende non male, di più. 
Ho chiesto un colloquio con la loro maestra (quella che stanno per lasciare) tanto per fare un bilancio di questi due anni. Mi ha detto che sono due tipi in gamba, sono cresciuti tanto, sono bambini sereni e che si fanno volere bene. Riguardo alla timidezza con le persone nuove o che frequentano poco (che è il mio cruccio) mi ha ribadito che non è un problema, che non dipende da me, da come sono fatta io, da come mi rapporto io con loro (che è l'altro mio Grande cruccio) ma che è un tratto caratteriale, non ci posso fare nulla. Hanno bisogno di più tempo per entrare in confidenza con le persone, non bisogna prenderli di petto. E allora? Mi dice lei. Perché la vivi come una cosa negativa? Eh, già. Perché la vivo come una cosa negativa? Be', forse perché me lo fanno notare gli altri. O forse perché chi è più sfrontato normalmente ha vita più facile. Non è così? 
Mi ha suggerito di vivere l'ansia di questo nuovo inserimento in modo positivo. Ecco. Parliamone. Qualcuno mi spieghi come si fa. Cioè, io in genere non soffro d'ansia. Ultimamente per il lavoro credo di averne sofferto un po' e mi sono convinta a prendermi un anticipo di vacanze, insieme a una boccetta di Rescue Remedy. Ma questa è un'altra storia.
Comunque, tornando a noi. Venerdì usciti dal nido siamo stati tutti insieme (genitori, bimbi e insegnanti) in un parco poco distante per la festa degli aquiloni, con pizzata a seguire. Sarà stata l'euforia dei piccoli, sarà stato il trancio di pizza dopo un pomeriggio di "fatiche", sarà stata la birretta fresca all'aria aperta con gli altri genitori mentre i bambini se ne stavano nel loro tavolo a mangiare, miracolosamente seduti e tranquilli (e di tanto ci sbirciavano: loro a noi!) ma è stata proprio una bella festa. Di commiato. Ma bella. 

giugno 07, 2010

Di feste e compleanni

Lo scorso weekend è stato quello delle feste. La festa di compleanno della Ceci - la compagna di nido che faceva tre anni - e quella del consorte, che ne faceva trentasette in più.
Due righe sul regalo: cosa compri a una bimba di tre anni? Va di moda Hello Kitty, ti dice la collega informata sui fatti. Così ti fiondi da Toys mezz'ora prima della festa. Alla fine opti per un libro, di quelli grossi, con la cornice in velluto: Storie da un minuto. E ci azzecchi. Nel senso che la Ceci riceverà nell'ordine quattro sedioline rosa di Hello Kitty. Il tavolino di Hello Kitty. Il telo mare, il canotto, i braccioli, il gioco da spiaggia e la bandana di Hello Kitty. E una Barbie, ah no, una Winx.
Poi siccome non ti piacciono quelle scenette in cui il festeggiato apre cinquantasei regali e nessuno sa chi ha regalato cosa, decidi di metterci un biglietto, che leggerà la mamma naturalmente.
Ce l'hai vero una biro in borsa per scrivere due righe? No, non ce l'hai. E allora che fai? Compri una penna da Toys. Ce l'avranno una penna da Toys? Ma sì. Guarda quelle penne lì alla cassa. Ne acchiappi una. Senza chiedere il prezzo. Firmerai il tuo biglietto con una penna che ha il profumo a spruzzo incorporato, fragranza di fragola per l'esattezza. Questo è il motivo per cui l'hai pagata quei 9.90 che facevi anche a meno di spendere (incauta donna!).
L'indomani altra festa. Quella a sorpresa per i quarant'anni del consorte. Decidi il giovedì per la domenica e già il venerdì sei convinta che lui l'abbia capito. Poi decidi di buttarla sul lui-non-sa che-tu-sai che-lui-sa e di vedere come va a finire. Risultato: non aveva capito niente. Ché si sa gli uomini son sempre un po' nel loro mondo. Per fortuna.

novembre 30, 2009

Certe mattine

Questo post fa da appendice al precedente. E' la prova provata che qui non si raccontano balle: è tutto vero. Dopo l'elogio al padre, idolo della prole, ci si domanda come egli trovi il tempo di cazzeggiare con la videocamera anche di mattina prima di andare al lavoro. Comunque, dato che questo video mi mette allegria, lo pubblico.


novembre 24, 2009

Ricci e capricci


Con lui la mattina si fanno infilare il giubbotto e entusiasti acchiappano il cappello per uscire.
Con lui sorridono e aspettano l'ascensore, ordinati, o quasi.
Con lui escono dal portone e per mano oppure "sciolti" camminano verso la macchina.
Con lui canticchiano sulla musica che gli mette nel tragitto verso l'asilo.
Gli fanno strada verso la classe e battono le mani ché la cuoca ha detto che c'è la frutta per spuntino.
A lui fanno ciao ciao con la manina e non si voltano più perché gli amici li aspettano.
Con me era tutta un'altra storia.
Sarà che con lui è tutto un gioco, sarà che nel frattempo si sono abituati, sarà che con me ogni riccio è un capriccio.
Le due pesti, in alternanza, hanno scoperto il mio punto debole. Il mio sentirmi una sola di fronte alle loro doppie e contemporanee esigenze. E ci marciano su.
La mamma vigliacca delega pertanto con immensa gioia l'incombenza al marito. La mamma chioccia osserva dal balcone i tre uscire e salire in macchina e sorride orgogliosa di questo papà.

ottobre 25, 2009

Il primo giorno di "scuola"


Il 1°giorno è stato quello della mamma che era emozionata per loro e continuava ad andare a fare pipì. Quello del papà che l'ha accompagnata al nido. Quello di Christian che si è lanciato a esplorare quella sala piena di giochi e di Mattia che osservava a distanza, ronzando attorno al divanetto dove eravamo seduti noi.
Il 2°giorno è stato quello che portare due bambini al nido da sola non è come portarne uno: che mentre togli le scarpe al primo, il secondo apre gli armadietti altrui e meno male che stai facendo l'inserimento e nello spogliatoio ci sei solo tu.
Il 3°giorno è stato quello del "distacco", quello in cui la mamma spiega al piccolo che va via per un po' ma poi torna (modo gentile per dire ti mollo qui ma tu non piangere). E per fortuna non hanno pianto. Salvo Mattia, mezzora dopo, quando gli è venuto il magone e sono rientrata.
Il 4°giorno è stato quello del pranzo insieme. Quello che gli altri bambini stanno tutti composti mentre i miei versano l'acqua nella pastina (uno) e mettono lo sformatino di verdure nel bicchiere (l'altro) per poi berlo, naturalmente.
Il 5°giorno è stato quello che oggi piangeranno sicuramente, mi ha detto l'educatrice. E così fu. Ma solo per Mattia. Quello che sono rimasta qualche minuto nello spogliatoio per sentire quando smetteva e quando ha smesso me ne sono andata. Quello che quando sono tornata a prenderli mi ha detto che sono stati bravissimi, collaborativi, composti nel mangiare (eh?!) e disposti a farsi consolare in caso di bisogno (e questo è importante). Quello in cui il mio piccolo Christian, così indipendente, si è commosso quando mi ha trovato ad aspettarlo all'uscita. E il mio piccolo Mattia lo ha seguito a ruota.
Questa è stata la settimana della consapevolezza che il nido può essere anche un'opportunità, non solo una necessità. Che l'educatrice che segue i tuoi figli deve piacerti molto e la mia (anzi, la loro) mi piace proprio. Che la settimana prossima sarà fondamentale e speriamo vada bene. Incrociate le dita per me.
Questo naturalmente è il mio punto di vista: i veri coraggiosi sono stati loro!
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Ringrazio Diana di Gemelli Gioielli e Yaya di Tre per avermi girato il francobollo dei blog da sbirciare. Non per fare la snob ma dato che tutti i blog che leggo con frequenza sono stati plurinominati, invio virtualmente il mio a tutti - ma proprio tutti - i blog gemellari. Presente le barche a vela che quando si incontrano in mezzo al mare gli skipper si salutano? Ecco, NOI che trainiamo dei bilici anziché dei passeggini, noi che hai voglia a spiegare che la mamma è una sola e voi siete due, noi che finito con uno c'è l'altro che ha le stesse identiche necessità, noi che presi singolarmente sono tranquilli ma insieme sono un'associazione a delinquere, SIAMO UN PO' COSI'.

ottobre 15, 2009

I colloqui


Per la serie le sfighe non vengono mai da sole: 1) severo attacco di "mammite" acuta (mai vista così) e giusto giusto lunedì iniziamo l'inserimento al nido (sezione part time); 2) gengive che scoppiano, occhi lucidi e cagarella alternata che ci manca solo che mi si ammalino ancora prima di iniziare; 3) convocazione avvenuta: la Primadonna mi propone (laddove il termine proporre è un eufemismo) cambio mansioni (e laddove le mansioni sono anche interessanti ma in questo momento della mia vita c'ho altro per la testa).
Può bastare?
Consigli per un buon inserimento? Ho chiesto all'educatrice Elisabetta durante il colloquio individuale. Essere sé stesse, mi ha risposto. Bene. Chissà se le sarò sembrata ansiosa? Mi ha chiesto di cominciare a raccontarle qualcosa e io son partita da Adamo ed Eva, cioè che io il nido non lo volevo neanche considerare perché ai miei tempi non si usava e la mia nonna Pina ci ha cresciuti in tre.
Mi ha concesso di portare il papà il primo giorno. Così conosceremo questo papà visto che lo ha nominato spesso. Si capisce che nel tortone di cose che le ho detto ci ho infilato quelle tre o quattro volte mio marito. E mai a caso, tra l'altro. Come? Ah! No sa, è che io ho la mania di leggere, informarmi mentre lui è più...ehm spartano, secondo lui una volta si sapevano meno cose e i bambini venivano su lo stesso. Sì, insomma, su alcune cose la pensiamo diversamente. Ma niente di eclatante!
Starmene zitta no, eh?

giugno 12, 2009

Il nido

A ottobre (a quasi 18 mesi) andranno al nido: sezione part-time. Ieri la prima riunione con i genitori.
La premessa è che io non sono così convinta che il nido sia proprio il meglio per un bambino. Si divertiranno anche ma continuo a pensare che la mia nonna ci ha cresciuto in tre [me e i miei due cugini] e siam venuti su bene lo stesso... Poi però ci sono giorni in cui credo che valga la pena mandarceli, almeno per mezza giornata.
Ore 18.00. Sono la seconda ad arrivare. Lì trovo una mamma che la-pediatra-ha-latitato-tutto-il-giorno-la-bambina-non-stava-bene-e-dal-pronto-soccorso-me-l'hanno-ricoverata-con-la-gastroenterite. Ha gli occhi lucidi. Mentre me lo racconta, vengono anche a me. Cominciamo bene...
All'ingresso c'è un elenco. Quando un bambino va riportato a casa: febbre e cose varie. Lo leggo e già mi viene l'ansia perché i miei bambini le scariche così-e-cosà non ce le hanno mai avute, tanto meno tre di seguito. E penso a quante gliene verranno...
Ci parlano di quanto sia importante l'inserimento: perché il distacco crea un dolore, mettetelo già in conto! E' un dolore sano - sia chiaro - perché vuol dire che esiste un attaccamento. Ma sempre dolore è!
Poi c'è una tizia (il cui pargolo è giusto giusto nella classe dei miei) che non ha mai fatto vaccinare il figlio. Si affretti a farlo signora, se no al nido non entra! Non sono gli altri bambini ad essere in pericolo ma il suo! Ma a me questo concetto non mi ha convinto mica tanto.
Per finire ci avviamo con le nostre educatrici nelle rispettive sale. E qui chiedo se sia il caso (visto che arriverò con due bambini) che mi porti mio marito il primo giorno. Per la serie, ogni bambino ha diritto a un genitore tutto per sé:
E: per noi è sufficiente la mamma, però se lei preferisce così...
Io: ma no, ma no, lo chiedo a voi che ne sapete più di me...perché sa una volta in un posto nuovo, si sono spaventati...e io sono una sola...
E: per noi è sufficiente la mamma perché loro cercheranno lei...
Io: secondo me quella volta lì gli sarebbe andato bene anche il papà...
E: nel momento del distacco sarà lei che lascerà qui i suoi figli...comunque il suo caso è più complesso, ne parleremo meglio nell'incontro individuale... - Mazzata finale! -
Per la serie se questo è l'inizio...
Meno male personale e ambiente mi hanno fatto una buona impressione.

Questo l'ha scritto Sara tempo fa in Diario di un'educatrice di asilo nido ma non solo... Ieri sera me lo sono riletto.