
Non so a casa vostra ma da noi il bagno è un luogo pubblico. Il più pubblico che ci sia. Nel senso che NON abbiamo la buona abitudine di chiuderci dentro e con due bambini erranti per casa è un attimo trovarsi in compagnia. L'unico che azzarda il doppio giro di chiave è mio marito che a mio avviso finge spudoratamente di avere bisogno del wc per sfuggire al caos primordiale e mettersi un buon quarto d'ora in standby.
Comunque il punto è che ieri alla toilette incrociavo uno dei miei figli, proprio mentre terminavo di farmi gli affari miei. Prima mi scruta in modo sospetto. Poi mi guarda in alto, dove ci starebbero le tette (e nel mio caso il condizionale è d'obbligo). Conclude osservando più in basso. Lì sembra non tornargli qualcosa ed esclama: tu no hai pisellino?
E che vuoi rispondergli? No, io non ce l'ho. I maschietti ce l'hanno. Tu ce l'hai?
E lui: sì.
Allora aggiungo: anche il papà ce l'ha.
E lui precisa: sì, grande.
Ecco. Questo alla tenera età di due anni e nove mesi.
Ma quante ne sanno?
Comunque il punto è che ieri alla toilette incrociavo uno dei miei figli, proprio mentre terminavo di farmi gli affari miei. Prima mi scruta in modo sospetto. Poi mi guarda in alto, dove ci starebbero le tette (e nel mio caso il condizionale è d'obbligo). Conclude osservando più in basso. Lì sembra non tornargli qualcosa ed esclama: tu no hai pisellino?
E che vuoi rispondergli? No, io non ce l'ho. I maschietti ce l'hanno. Tu ce l'hai?
E lui: sì.
Allora aggiungo: anche il papà ce l'ha.
E lui precisa: sì, grande.
Ecco. Questo alla tenera età di due anni e nove mesi.
Ma quante ne sanno?












