maggio 08, 2014

Di Maggio, il nostro mese

Il 5 di maggio abbiamo compiuto 6 anni. Fatico a crederci anch'io. Festeggiamenti iniziati con  tre giorni di anticipo per svariate ragioni organizzative. Mai fatto nella vita, ho sempre pensato che portasse sfiga, come girare la pagina del calendario prima che finisca l'ultimo giorno del mese. Una quattro-giorni di festeggiamenti che neanche la regina Elisabetta ha osato tanto. Due torte, di rigore, come dal primo compleanno. Uguali o diverse ma sempre due, come insegnava il primo (e unico) libro sui gemelli che ho letto. Ormai per noi è una tradizione. 
Auguri amori della mia vita, spero che da grandi (illusa io) sappiate apprezzare quello che provo a fare per voi, che è molto di meno di quello che vorrei e molto di più di quello che qualche volta dovrei ma vabbe'. Faccio del mio meglio. Garantito.
L'eterno conflitto
Viviamo settimane di eterno conflitto gemellare. Che se uno dice rosso, l'altro dice blu. Che io voglio fare quello e lui quest'altro, che lui ha avuto un biscotto in più, e io uno in meno, che lui ha bevuto per primo e io per secondo, che tu lui non lo sgridi mai e la colpa è sempre mia. E poi lui mi ha detto e io gli ho detto e lui mi ha fatto e io gli ho fatto eccetera eccetera, in un crescendo infinito e sfiancante. La gara per chi entra per primo in casa e in macchina, per chi si accaparra per primo il giubotto o le scarpe del colore più chiaro tra quelle nuove di zecca che ho appena portato a casa, (presente la varietà di colori dei capi per maschietti?)  :-O
Ma teniamo botta perché c'è la questione della gemellarità, dell'individualità e sticavoli.
La regina della cucina
Mamma, deliziose queste patate. Le hai fatte tu?
No, amore, non le ho cucinate io, è stata la nonna.
Sono buonissime, come quelle che fa papà!
Lo chiamavano incredibile Hulk
Mamma, il mio amico mi ha detto che il mio papà è brutto, è alto, pelato e ha la barba bianca...
Amore, non è vero, il tuo papà è bello e poi non si prendono mai in giro le persone per il loro aspetto.
Sì ma lui mi dice così.
Fai una cosa, digli che quando papà ti verrà a prendere a scuola può dirlo direttamente a lui...
Mamma, gliel'ho detto. Ha detto che il mio papà è bellissimo! :-D

aprile 11, 2014

Di aprile, dolce dormire

Ma come si fa a tenere aggiornato un blog se la vita corre a mille all'ora e tu non riesci a starle dietro?  Come si fa se l'amore cresce ogni giorno di più e non si ferma mai perchè viene dalla pancia oltre che dal cuore? 
Perché sorridi e mi guardi così, Mattia?
Niente, mamma. Ti guardo perché mi piaci! 
Come si fa se il tempo passa veloce e loro crescono ma se non fosse per le risposte argute e i pantaloni che si accorciano neanche te ne accorgeresti?
Mamma, da grande voglio fare questi mestieri... Quello che scava nella terra e trova i fossili, quello che aggiusta la tivù, quello che inventa i programmi televisivi, quello che con un razzo spaziale va vicino al sole e non mi ricordo più che altro. Ecco un buon motivo per tenere aperto un blog: registrare per non dimenticare. Basterebbe un taccuino per la verità ma, si sa, siamo nell'epoca della condivisione: gioia e tormento di quest'epoca. 
E a proposito di condivisione, sento che dopo una sovraesposizione mica da ridere, si stiano prendendo un po' le distanze, che i rapporti quelli veri sono fatti di telefonate, di messaggi (questi concediamoceli), con il rischio di approdare nella vita altrui nel momento sbagliato salvo poi accordarsi per un momento migliore. Tutto il resto è bar sport come direbbe il consorte, è un raccontarsi continuo senza conoscersi mai.
E con questa perla di saggezza, auguro a chi passa di qua una buona Pasqua.

marzo 11, 2014

Me lo dici perché il mondo è rotondo?










Eccomi. Ridendo e scherzando siamo a marzo.
Cosa abbiamo fatto nel mentre?
Siamo tornati a casa, da soli tre giorni. Viviamo allegramente in mezzo a pile di scatoloni, ragionando più o meno in questi termini: secondo te dove sono i costumi di Carnevale? Ah, ma guarda, erano qui a portata di mano e non me ne ero accorta. 
Dov'è la scatolina dei puffi con dentro tutte le mie monete? Amore, non lo so, prima o poi la mamma la trova.
Però abbiamo la situazione abbastanza in pugno e in quell'abbastanza c'è tutta la verità :-O
Ho affrontato le paturnie del mio piccolo (grande) Mattia, che è permaloso, testardo e invidiosetto ma di una sensibilità straordinaria. Tanto uguale ma incredibilmente diverso da me. E' il mio compagno di passeggiate, che Christian e papà sono pigroni, invece a noi piace camminare insieme, e guardarci attorno. E' intelligente e maturo e di una dolcezza infinita: mamma, me lo dici perché il mondo è rotondo? Amore, non lo so. 
Eh, nessuno lo sa! Chiosa il fratello, avvolgendo di mistero la domanda più poetica che mi abbiano mai rivolto.
Bisognerebbe annotarsele tutte le cose che dicono, perché le frasi dei bambini sono davvero meravigliose. Mamma, quando mi sposerò, se mi capiterà un maschietto lo chiamerò Picasso. Questo lo ha detto Christian due giorni fa, chissà cosa ne penserà la sua futura moglie?
Eppoi, dopo giorni un po' così, ho deciso di buttare alle spalle il malumore che non porta a niente e sono uscita a zonzo in pausa pranzo. Ho camminato per il centro di Milano a passo spedito, con l'occhiale da sole e il naso all'insù. Ho deciso di accantonare il libro della Mazzantini che come tutti i libri, più o meno belli, potrò apprezzare al momento giusto, che non è questo. E ho comprato l'ultimo scritto da Andrea Vitali, che come altre volte nella vita, mi ha scelto dalla vetrina. Poi sono rientrata in ufficio e ho bevuto una Red Bull in un bel bicchiere di vetro. E ora chi mi ferma più?

febbraio 11, 2014

Sono le femmine che decidono!

Eppoi un giorno Christian se ne torna a casa con una letterina, realizzata e colorata (con tanto ammooooooore) dalla sua fidanzata, che non nomino per questione di privacy. Lei è molto graziosa e si chiama come un'erba officinale (anzi, chi indovina il nome vince un premio a tema, ve lo dico). 
Per la serie anvedi come sono avanti le femminucce, la cosa ha scatenato in casa non poca ilarità. Ma soprattutto sembra che lui non avesse capito al volo che la lettera doveva portarsela a casa, in quanto fatta appositamente per lui, tant'è che una volta ricevuta, l'aveva riposta nel portaoggetti di lei. E vabbe', sorvoliamo.
Grasse risate, miste a stupore, sulla faccenda che a 5 anni e mezzo già si prendono le prime cotte. Che poi a lui mica piace lei: a lui piace un'altra compagna che incrociamo quando andiamo in piscina e tutte e due nel salutarsi diventano rossi. E allora perché sei fidanzato con quest'altra? 
L'ha deciso lei, mamma! Ehm, il discorso non non fa una grinza.
Quindi succede che al giorno 1 è tutto peace and love, con tanti cuoricini rosa, rossi e blu. Mentre al giorno 2 lui mi racconta di lei che si arrabbia se lui gioca con i suoi amici perché i fidanzati stanno sempre insieme. 
E tu gioca un po' con lei e un po' con i tuoi amici.... 
No, perché lei mi manda le sue amiche a chiamarmi e se non vado si mette a piangere.
E allora lì mi scatta lo scenario pulp, del tipo che se ho il figlio sensibile che fa quello che dice la bambina per non dispiacerle, quando gli capita il bulletto di turno che fa? E allora sulla scia di tutte le letture genitoriali che inizio e poi mollo a metà (sì lo confesso, mi succede quasi sempre) gli dico che capisco quello che prova e bla bla bla epperò lui deve fare come si sente. Gli appioppo anche una specie di mantra da pensare all'occorrenza: Christian-fa-quello-che-vuole-Christian! E non nel senso di fregarsene del prossimo, ma di ragionare con la propria testa, senza farsi mettere i piedi(ni) in testa da nessuno.
Eppoi il giorno 3 gli chiedo se ha fatto come gli ho detto, ChristianfaquellochevuoleChristian eccetera eccetera. E lui mi risponde di sì.  E come è andata?
Male, lei mi ha detto che sono le femmine che decidono!

Idee chiare la ragazza. 

febbraio 04, 2014

Elementari Watson!

Ridendo e scherzando, oggi li ho iscritti alle elementari.
Ommiodio.

gennaio 29, 2014

Ma buon anno, eh!

Per la serie c'era una volta un blog, ma buon anno eh! 
Questo 2014 è iniziato da soli 29 giorni ma a me sono sembrati mesi, non so se sia un buon inizio o un inDizio. Cosa abbiamo fatto nel mentre?
Ci siamo goduti le vacanze di Natale. Abbiamo fatto cose e visto gente. Più la seconda che la prima, direi. Persone che non vedevamo da tempo, davvero tanto. E ci siamo goduti la libertà di fare maggior vita sociale con i bimbi al seguito di quanta ne facessimo prima. Evviva.
Abbiamo iniziato dei lavori di ristrutturazione in casa, con conseguente ritorno alla dimora di origine. Abbiamo bussato ai nostri silenziosissimi vicini per rendergli nota la cosa. Abbiamo una notizia bella e una brutta: la bella è che mamma e bambini si trasferiscono dai nonni per un po', la brutta è che arriverà una squadra di muratori a disfare casa. Ehm, scusateci tanto per il rumo...il disturbo. Vogliateci bene comunque!
Eppoi. Ho fatto un breve corso sulle manovre di disostruzione pediatrica, pubblicizzato tramite la scuola materna. Per metà lezione ho pianto, al fianco di mamme che sghignazzavano. Ma io ho vissuto un'esperienza scioccante qualche anno fa e non si scherza su queste cose. Converrebbe informarsi, pur augurandoci che queste manovre, da conoscere e soprattutto diffondere, non debbano servirci mai.
Eppoi sono stata alla prima riunione della scuola elementare. E mi è venuto un piccolo (piccolo?) moto d'ansia. Cosa ve lo dico a fare. Mica per lo scatto di crescita, mica per il tempo che passa (quello verrà dopo), ma per questa orda di genitori (più o meno nuovi) con i quali si ri-inizierà a socializzare. Che gioia poi scoprire nel mucchio quel paio di madri buzzicone che incontri da tempo e che sono simpatiche come due dita dritte dritte negli occhi (e che ho poche speranze di non ritrovarmi in classe, giacchè le prime classi  sono tre e i miei figli sono due). E vabbe' mica ci si può star simpatici tutti. Ma poi ci sono tutti quei genitori che hai più o meno incontrato in questi cinque anni, durante il corso del battesimo, ai giardini, nel cortile sotto casa e che ritrovi con gioia perchè farete un percorso insieme, questa volta più lungo però.
La riunione si concludeva con un gruppetto di mamme (sottoscritta inclusa) che girovagavano per l'istituto deserto e sbirciavano classi e bagni: uh, meno male non ci sono le turche. E la carta igienica dov'è? Roba da mamme italiche, ne convengo.
Eppoi per qualche giorno ci è balenata  l'idea di metterli in classe insieme il prossimo anno perché ci sono i compiti doppi, perché che palle avere millemila maestre e perché non so che problemi ti fai. Ma poi è finita che tanto Non si può, Non si fa, perchè scegliere il tuo comodo a spese di ciò che è pedagogicamente meglio per i tuoi figli?, è meglio evitare e tutto il resto. E siamo tornati in carreggiata. Diciamo che la collega con la quale mangio tutti i giorni, che è una gemella, ha chiosato così: non farlo, Laura, io mi sono sempre appoggiata a mia sorella. Se non mi fossi emancipata negli anni di scuola che ho trascorso separata da lei, per me sarebbe stato un disastro. E mi è sembrata più convincente di tutto il resto.
Per il momento è tutto, ma torno presto, eh.

dicembre 18, 2013

Di auguri e disconnessioni varie

Il Natale è alle porte, il caos regna sovrano e l'influenza incombe. Scrivo un post veloce veloce di auguri che poi mi faccio travolgere dagli eventi e non me ne ricordo più. 
Eppoi toccherebbe anche disintossicarsi un po' dal web e le vacanze natalizie sono propedeutiche alla pratica. 
Già che ci sono butto giù pure una specie di proposito per il nuovo anno che riassumerei con la voce del verbo disconnettere. Dis-connettere, come diceva un mio vecchio collega, disconnettere tutte le persone che mi disturbano da un po'. 
Tipo?
1) Tipo quelli che come stanno i tuoi bambini? No perché i miei... E ti relazionano di default su quanto la loro figliolanza ha detto/fatto/forcato/mangiato negli ultimi due giorni/mesi/anni senza che gliene freghi una beata cippa della tua. Che ti va bene, ma evitino di chiedertelo che preferisci. E siccome tu ormai lo sai, rispondi bene grazie. E a seconda dell'umore, ti sorbisci il racconto.
2) Tipo quelli che tu gli chiedi: come va? E la risposta è: bene, male, così così. Punto. E tu? E voi? E loro? Non pervenuti. Grazie? Prego? Macché. E vabbe', mica il mondo gira intorno a te? Che pretendi? Basterebbe un crepa! che uno capisce al volo che è meglio non chiedere più.
3) Tipo quelli che non si perdono un tuo post su Facebook ma te lo commentano a voce quando ti vedono: ma con chi ce l'avevi stamattina? E lì toccherebbe spiegargli: o commenti, o metti mi piace, o metti la faccina idiota oppure taci che così sembra che Fb lo usi solo per farti i cacchi altrui e d'altronde lo strumento ben si presta a questo diffusissimo sport.
E lo so che non sembra un post natalizio perché a Natale siamo tutti più buoni ma tant'è: c'ho Saturno contro, e me ne vanto.
E comunque auguri di cuore a chi passa di qua. 
A chi ci ritorna.
Alle amiche, preziose, che ho conosciuto attraverso questo blog e che condividono, lontane ma vicine, le mie vicissitudini di mamma. E io pure le loro.
Vi auguro di trascorrere un caldo, dolce e sereno Natale.
A presto.

dicembre 03, 2013

La (mia) lettera per Babbo Natale

Caro Babbo Natale,
in attesa che i miei figli mi dettino la loro lettera, ti scrivo io, che di desidèri ce ne ho parecchi.
Loro chiederanno sicuramente piste, macchine et similari io invece sono più complessa e variegata. 
Vorrei un paio di sopracciglia nuove. Di quelle che ti ridisegnano la faccia e pure l'anima. Vorrei andare in uno di questi meravigliosi eyebrow bar che di mestiere fanno solo quello, ragione per cui dovrebberlo farlo bene.
Vorrei una giornata in una spa, quelle con le piscine calde all'esterno. Che il freddo e il tepore insieme c'hanno il loro bel perché. Da quando sono mamma non ci sono più andata. E sai perché? Perché non potrei portare i bambini con me e neppure il cellulare per essere (per loro) raggiungibile. Pensi che sia un po' ansiosa? Lo penso anch'io. Ma non vorrei farmene un cruccio, è già difficile così.
Vorrei concentrarmi accaventiquattro sul presente. E godermelo. Sempre. Con la mente sgombra da tutto il resto.
Vorrei rinsavire (o rimbambire?) un po'. Un anno esatto fa mi spaventavo a morte dopo un esame di controllo. Fortunatamente tutto rientrò e mi dissi che no, non me la sarei più presa per le cose futili, perché la vita è davvero preziosa e la serenità svanisce in un attimo. Ma questa era teoria. Nella pratica io sono la stessa di allora. Che poi in fondo è pure umano arrabbiarsi per il tutto e il niente ed è pure lecito rincorrere la felicità. O no?
Vorrei realizzare i miei due desideri segreti. Che poi a dire la verità me ne basterebbe anche uno. Quelli non te li sto a dettagliare che se sei uno del mestiere li conosci già.
Ci conto, caro Babbo Natale.
Se ti ho chiesto troppo, scegli tu a caso, magari scarta le prime due e dai un'occhiata al resto. 

Laura

novembre 29, 2013

Il cartellone delle regole

Ciclicamente, quando la situazione ci sfugge di mano, in casa nostra compare il famoso cartellone delle Regole (che tata Lucia ci è stata maestra ma anche no). Col consorte si osservava che poi è già un miracolo se di dieci regole ne rispettano con impegno almeno tre . Male, diranno i genitori perfetti. Eh, ma noi non lo siamo.
Ecco l'ultima lista:
1) (massimo) rispetto per la mamma, il papà e i nonni (e per quello che dicono)
2) chi non mangia quello che c'è nel piatto, salta la cena (a questa non ci credo neanche io, ma tant'è)
3) si rimettono in ordine i giochi e le cose che si tirano fuori
4) non si lasciano luci accese per casa
5) quando si sbaglia si chiede scusa
6) si guarda poca tv (perché ci fa diventare sciocchini), i cartoni lunghi (film) solo nei weekend
7) siamo due bambini, non siamo due gemelli siamesi (questa più che una regola è un dato di fatto. Il concetto è: chi è ammalato sta a casa e chi sta bene va a scuola, senza fare i soliti pipponi)
8) ci si lava i denti due volte al giorno senza fare storie perché le carie sono in agguato :-D
9) si saluta sempre chi arriva e chi va via
10) non si fa rumore (i nostri vicini ci vogliono bene ma non bisogna approfittarsene)
 

novembre 22, 2013

Il nostro calendario dell'Avvento


Era da un po' che volevo fare un calendario dell'Avvento. Peccato che io e la creatività si viaggi su due binari paralleli, che non si incontrano mai. Del tipo che mi piacerebbe che quella cosa fosse così ma non ho la più pallida idea di come realizzarla. 
Così, a una settimana dal primo dicembre, ho commissionato al volo un telo con 24 taschine alla mia mamma. Di mio ci sono solo i numeri, colorati di getto stasera coi pennarelli. 
Al colpo d'occhio è molto molto poco natalizio ma  per essere il primo esperimento ce lo facciamo andare bene. 
Nei prossimi giorni passerò alla "farcitura": gianduiotti e qualche caramella ma soprattutto tanti bigliettini che raccontano di noi, tante parole che sono coccole ma anche piccole e grandi verità. ❤️

novembre 13, 2013

Di padri, feste e madri ingrate

Domani potrebbe nevicare: oggi pomeriggio i bambini hanno una festa di compleanno e il consorte si è offerto di andare a prenderli all'asilo e portarceli lui. 
Ma sei sicuro? Guarda che novesudieci ci saranno solo mamme (giacché la festa è infrasettimanale). Te la senti?
Lui, indomito, accetta la sfida. 
Già me lo vedo varcare la soglia della ludoteca con l'iPad sotto il braccio e mettersi in un angolo. Che non si può avere tutto dalla vita: marito accomodante e pure socievole, troppa grazia. 
Ti faccio vedere la foto della mamma della festeggiata? Così, almeno ci scambi due parole...
Ma no dai, si farà riconoscere lei... E poi che foto hai?
Del profilo di whatsapp...(quando si dice l'utilità della tecnologia, ahaha)
Beh, io sto uscendo. Ti lascio qui il regalo, una tuta di ricambio e le calze antiscivolo. Quando escono dall'asilo, dai un occhio ai pantaloni che se sono sporchi glieli cambi, ok?
Ok.
Ce la farà il nostro eroe? 
Si accettano scommesse.

novembre 12, 2013

Fotocronache

Domenica 10 novembre
Ore 11.30
Tasso di umidità del 150 %
Fugace presenza di un timido raggio di sole

Lezioni di frisbee nel parco [con buona pace della mia cervicale].

E non si dica che non mi applico! [come dico spesso al mio pigro consorte].


novembre 05, 2013

Di empatia e forma fisica

< Questo post è altamente criptico. Se non siete un minimo empatici, sensibili o esauriti come me, faticherete a capirlo. Pazienza, il mondo è bello perché è vario. >
Non è che volessi fare la modella ma solo perdere quei cinque o sei chili di troppo. Che poi in realtà io mangio per affrontare lo stress, la noia e il malumore. 
E somatizzo tutto. 
Pure, direte voi.  
Sì, pure. 
Somatizzo i miei malumori e quelli degli altri. 
Gli altri nel senso di quelli che mi stanno a cuore o almeno simpatici. E non è mica una bella cosa, chevelodicoafare. 
A volte penso che sbaglio proprio a domandarmi il perché una persona si comporti in un modo anziché in un altro: la cosa giusta sarebbe fregarsene, che tanto la vita adulta è fatta di gente individualista. Il tempo delle condivisioni appartiene alla spensieratezza, a quando i problemi veriproblemi non sono. A un'altra età, insomma.
Comunque, tornando a noi. Stamattina facevo un esercizio per sciogliere le spalle e la cervicale e Christian mi ha detto: Mamma, quegli esercizi non vanno bene. Devi fare quelli di Winnie the Pooh per tenersi in forma. Così Mattia ha mollato la tazza del latte e mi ha fatto vedere. 
Non mi pare che possano farmi dimagrire il sedere... 
E invece sì, perché il sedere si muove.
Già.
E comunque, esercizi di Winnie the Pooh a parte, stamattina mentre guidavo ho avuto l'illuminazione. Abbandono ogni dieta o velleità di dimagrimento e faccio come ti cosigliano di fare le persone "intelligenti" quando fatichi a incontrare l'uomo giusto o a rimanere incinta: smetti di pensarci che accadrà. Adesso mi rilasso e attendo il miracolo.

ottobre 28, 2013

Di questo ottobre

E siamo a fine ottobre. Cosa è accaduto nel mentre?
Abbiamo comprato due pesci rossi: si chiamano Goddie e Huintie Maggio per l'esattezza.
Siamo partiti dalla nostalgia di Christian per un vermicello trovato al parco e deceduto nello scompartimento di un camioncino giocattolo e siamo finiti qui. Non chiedetemi come.
Abbiamo una serie infinita di fidanzate: Maddalena, Ambra, Sofia, Melissa e Matilde. Ma perché mai, gli chiedo io. Mamma, sono loro che decidono! Mi risponde lui
Le bambine hanno una marcia in più, l'ho sempre detto. 
Abbiamo una passione sfrenata per i camper: li vediamo ovunque. Il nonno ci ha portati perfino in uno showroom dedicato: entrata libera, fortunatamente. Temevo di dovermi fingere interessata all'acquisto per assecondare questa passione. Mi sembrava troppo. E Tata Lucia mi avrebbe dato ragione. Che va bene aiutare i propri figli ad avere autostima ma il delirio di onnipotenza anche no.
Mi godo questo periodo un po' difficile ma divertente per quanto mi ritrovi in un attimo a riascoltarmi nelle loro parole:

Oggi la mamma non ha nessuna voglia di andare a lavorare!
No, mamma, ci devi andare perché al lavoro impari cose nuove!

La mamma stasera si ferma alla riunione di classe.
Che cos'è la riunione?
Le maestre ci spiegano tutto quello che farete a scuola.
Bene, così non dobbiamo più dirtelo noi...

Mamma, io lo so perché la mattina papà si sveglia sempre dopo di noi...
Perché se no trova il bagno occupato.

Amoooore di mamma!

settembre 17, 2013

Di parole e cose belle

Le novità del mese: il corso di nuoto. 
Che se i vostri figli già fanno la respirazione laterale e il triplo tuffo carpiato, noi partiamo da zero, quest'anno. 
Lati negativi della piscina: il dopo. Che si sa, adesso van di moda gli impianti con lo spogliatoio off limits per le mamme: si rilassino pure, loro, che a doccia e cambio ci pensano le signorine. Ma nella nostra piscina no. Funziona come una volta.
Lati positivi: la sauna che ti fai nel mentre, che vuoi mettere la pelle liscia e compatta? Oltre alla gioia di vederli sguazzare e divertirsi, of course.
Altre news del momento: la curiosità per le parole nuove, queste affascinanti sconosciute. Cosa vuol dire questo? Cosa significa quello? 
Fico! Ha detto stasera a cena Mattia. Prego? gli domando io. Che oltre all'interrogarmi sulla provenienza della "simpatica" espressione, che non so perché ma mi fa tanto anni ottanta, gli chiedo: ma lo sai cosa vuole dire? Quando un mezzano o un grande dicono qualcosa che uno non sa, si dice fico! Ah, be'. :-D
E poi da stasera: il diario di una cosa al giorno. Scriviamo ogni giorno una cosa bella, se c'è stata. Tanto per conversare e raccontarci.