dicembre 31, 2012

Bilancio di quest'anno?

Bilancio di quest'anno?
Me lo domanda sempre mio marito la notte di Capodanno, di solito in macchina, mentre torniamo a casa. La sua risposta è quasi sempre la stessa: massì, dai, non ci possiamo lamentare... 
Io in genere concordo ma mento sapendo di mentire, perché detesto i bilanci e da inguaribile insoddisfatta, mi lamenterei eccome. Sempre.
A parte questa doverosa premessa, il 2012 è stato (veramente) un anno da buttare. Io sono quella della vignetta qui in basso e mi aspetto un 2013 migliore. E vedrò di fare del mio meglio perché tocca anche impegnarsi per essere felici.
La lista dei buoni propositi è sempre la stessa (e questo la dice lunga). Quest'anno mi butto sui mantra, da ripetermi, all'occorrenza, fino allo sfinimento. Ecco quelli del mio 2013:

1) perchè io valgo
2) il mio tempo è prezioso
3) anche no

E i vostri?
Buon anno a tutti!

dicembre 22, 2012

Di attese, regali e tutto il resto

Rapido post di aggiornamento: per me stessa e per il mio blog (che ormai ha le ragnatele e ha la pura funzione di memoria storica). Pure voi da quando siete madri avete perso l'abitudine di rimuginare sulle cose, e faticate a ricordare quanto successo ieri l'altro?
Queste sono state settimane surreali e di attesa. Di tutto e niente. Tanta voglia di buttare alle spalle un anno sbagliato e un pizzico di timore per quello nuovo, con tutte le sue incognite e il già vissuto che si riproporrà. Ma l'importante è affrontarlo con un altro spirito, no?
Ho atteso un esito importante, innanzitutto.
Ho atteso la festa dell'asilo: in queste occasioni l'unica magia è incontrare gli occhi di tuo figlio che ti cerca in mezzo alla folla di genitori camera muniti. Se di figli ne hai due, posizionati uno a nord-est e l'altro a sud-ovest, l'impresa non è facile, ma ce la fai lo stesso.
Ho atteso l'arrivo di Babbo Natale: siano lodati Amazon e i vari siti di shopping online perché lo stress dei centri commerciali non lo reggo proprio. Quest'anno niente treni: macchine, piste e l'Uomo Ragno. Ma anche libri "da grandi": sui dinosauri e i pianeti. Non sono piccoli geni ma hanno i loro interessi, e questo mi piace.
Varie ed eventuali: Mattia dice di essersi fidanzato. Avete presente le bambine graziose che si vedono in giro adesso? Dimenticatele. La sua ha biondi capelli arruffati e smalto, rigorosamente smangiato, alle unghie. La (di lei) mamma ha lo stesso stile però è simpatica. Ehehehe.
Christian ha finalmente trovato la sua dimensione e io ho definitivamente accantonato le ansie su di lui. Le maestre si sono rilassate, io mi sono rilassata e in questo clima da volemose bene le cose sembrano andare per il verso giusto. Se gli chiedete cosa vuole fare da grande, vi dirà il dottore, dopo aver accantonato in rapida sequenza i mestieri che vado a elencarvi: il meccanico, il signore che consegna la spesa (fatta online, naturalmente) e Babbo Natale. Va tutto bene purché non mi dica il calciatore.
Ah, e poi siamo approdati alla fase "te non sei più mio amico".
Per il momento è tutto.

Un grande, grosso, caloroso augurio a chi passa di qua.

novembre 04, 2012

La festa di Aulin

Inizio col fare una piccola premessa sulla festa di Halloween, ormai ribattezzata la festa di Aulin (con buona pace di Christian e della mia cervicale). Mi sono stupita che all'asilo ci abbiano fatto i lavoretti a tema e dalla mia posizione talebana di qualche anno fa (è un'americanata, e noi popolo bue andiamo scopiazzando), son passata a quella più moderata (sta festa mi fa schifo ma il must è so-cia-liz-za-re, do you remember?). Quindi ho detto di sì ad una festicciola organizzata sotto casa, anche perché l'impegno massimo era prendere l'ascensore mentre il fattore di interesse per i miei figli raggiungeva i massimi livelli giacché vi partecipava il loro amico del cuore.
Peccato che a questa festicciola, organizzata da un'associazione di quartiere, si è presentato un numero spropositato di bambini con il loro bel genitore mascherato al seguito (noi no, naturalmente). Un successone per chi organizzava, un festone per chi si divertiva, una bolgia per tutti gli altri. Resoconto dell'evento: arrivo ore 20.15, abbuffata di caramelle, dopo 60 minuti netti i due abbandonavano la festa, un po' storditi e un po' delusi. Questa non era una festa. Le feste sono grandi! E te credo, mancava lo spazio. E vabbe', per quest'anno è andata così. Sta festa continua a darmi un discreto fastidio, e non si tratta di tradizioni o quant'altro, è che non mi piace proprio. Un'appendice del Cavernale, che pure quello, lasciamo perdere. Io ci ho provato ad applicarmi. Ecco, magari l'anno prossimo mi impegno di più.
Voltando pagina, con oggi ha termine questo bel ponte di quattro giorni quattro. Non che abbia voglia di tornare al lavoro ma, visto il livello adrenalinico della prole in questi giorni, forse, ecco,  in ufficio mi rilasso un po'. E già che sono entrata in tema, un avviso ai naviganti: "domani torno in ufficio, così mi rilasso un po'" è una di quelle frasi che possono pronunciare solo le madri lavoratrici (a se stesse o tra di loro). Cioè, se dopo il ponte, una mamma che non lavora ti vede uscire di casa e ti dice vai al lavoro? Eh, così ti riposi! Non va bene: è una frase del cacchio. Vale solo tra pari, non so se mi spiego.
E con questa perla di (acida) saggezza, auguro una buona settimana a tutti.

ottobre 25, 2012

Di canzoni e problematicità

Ieri i bambini erano particolarmente euforici e cantavano una canzoncina che più o meno funziona così: mani sporche di yogurt, lavale lavale TU! mani sporche di marmellata, lavale lavale TU!
Sul TU c'era un gesto plateale col dito indice puntato, tipo I want you, ma col braccio teso.
A parte il comunicarvi il piacere di sentirci finalmente raccontare qualcosa del tempo che trascorrono all'asilo, segnalo che da questa mattina non faccio che canticchiare questo motivetto idiota ma orecchiabilissimo. Sono gli effetti collaterali della maternità (e fossero solo questi). Lo intonavo anche prima di uscire di casa con immenso gaudio di mio marito che si tratteneva a letto perché poteva andare al lavoro più tardi.
Come come come? Domanderete voi. E pure io.
Cioè: io mi alzo comunque, a prescindere dall'impegno lavorativo e dall'orario di ingresso in ufficio. Lui no. Però mica dorme: perché col casino che facciamo in casa, si sveglia lo stesso, epperò se ne sta sdraiato. Io gli ho spiegato che la maggior parte delle mogli non permette al consorte di starsene sdraiato a pelle di leopardo in mezzo al talamo nuziale mentre loro si infilano nella centrifuga impazzita delle mattine feriali ma lui minimizza la portata di cotanta concessione. In un'altra vita il karma gli riserverà in sorte una moglie rompiballe, me lo sento.
Tornando al tema "che avete fatto di bello all'asilo? Risposta: niente"finalmente ascoltiamo racconti sparsi e spontanei che ci danno conforto sul fatto che la scuola cominci a coinvolgerli e interessarli un po' di più. E qui segnalerei i diversi approcci delle maestre sull'argomento.
Nella classe "problematica" (che per privacy non nomino ma chi mi segue da tempo sa qual è) mi lasciarono intendere che i racconti mancano laddove si pongono male le domande (probabilmente io me ne uscivo, chessò, con un com'è andata all'asilo? che uno ti risponde bene e la chiude lì, anziché proporre un cos'hai fatto di bello oggi all'asilo? che invece favorisce la risposta).
Nella classe "propositiva" invece le maestre mi dissero che come è naturale per noi domandare ai nostri figli cos'abbiano fatto a scuola è altrettanto normale che loro non abbiano voglia di rispondere. I bambini spesso raccontano a loro piacimento ciò che in genere li ha più colpiti emotivamente e questo può avvenire con tempi e modalità diverse per ogni bambino. Poi per carità esistono anche quelli che ti raccontano per filo e per segno cos'hanno mangiato a pranzo ma, come al solito, non è il nostro caso.
Sul tema classe problematica/classe propositiva mi piacerebbe tornare perché ne avrei da raccontare.

ottobre 20, 2012

Perle di saggezza 1

Dopo cena. 
In onda il film dei puffi.
In procinto di spiaggiarci sul divano:

"dai, sediamoci tutti insieme, facciamo la famiglia!" (Mattia)

ottobre 05, 2012

Di sole e zucchero filato

Una tappa in libreria, per un libro che desidero leggere da tempo, anche se in questo periodo la testa non c'è (ma poi tornerà, credo).
Una sera con gli amici, che staresti a parlare ancora un po' (ma a casa con i bambini c'è la nonna e sicuramente si è addormentata sul divano).
Una domenica di sole: inaspettata, calda e importante, almeno per me.
Il secondo zucchero filato (mamma ti ricordavi quando eravamo piccoli, quella cosa da mangiare che sembrava una pecora?).
Sbagliare strada e capitare per caso in quella stradina dove si vedono gli aerei in fase di decollo (quanto l'avevamo cercata!) ed emozionarsi (no va be' parliamone) perché per loro piccoletti è tutto una novità. E poi, diciamolo, gli aerei hanno un loro perché.
Due giorni di ferie, così, senza motivo (che poi il motivo è che ci sentiamo in dovere verso tutti ma mai verso noi stesse).
Un taglio di capelli. Netto e un po' storto (ma quanto ci impiegano i capelli a riadattarsi ad una faccia?).
Le chiacchere con una mamma che credevi così diversa da te e invece è tanto uguale.
L'ultima trasferta del consorte (per questa stagione, sigh).
Le attenzioni che arrivano da persone insospettabili (e mai da chi ti aspetteresti che).

Patisco l'autunno, i nuovi inizi e i mesi che cominciano con il lunedì. Ma provo a sentirmi più leggera. Perché la pesantezza d'animo è contagiosa e fuorviante.
Lo so che il post è criptico ma in questo periodo va così.

settembre 28, 2012

Di telefonate e intermittenze

Squilla il cellulare.
Numero in chiaro. Prefisso 095.
Direi Catania o comunque Sicilia.
Rispondo.

Pronto?
Buongiorno signora. E' la Regione Lombardia...
Mmm, non l'avrei mai detto...
Parlo con uno dei genitori di Christian eccetera eccetera?
Sì. Di cosa si tratta?
Prima mi deve dire la data di nascita del bambino.
Sì ma per che cosa mi sta chiamando?
Non posso dirglielo, è la privacy.
E va bene, ecco la data...
Benissimo. Mi conferma quella visita medica che ha prenotato dieci mesi fa?
Ah, sì certo. Ma già che ci siamo le confermo anche quella per mio figlio Mattia. Stesso giorno ma un quarto d'ora dopo.
No no, io la sto chiamando per questa prenotazione, per quella dell'altro figlio verrà ricontattata.
D'accordo, grazie.
Clic
Clic

Mezz'ora dopo. Telefonata del marito

Ah, senti. Mi hanno chiamato da un numero strano. Volevano che confermassi un corso che deve fare Mattia. Gli ho detto che queste cose le segui tu e di chiamare te ma mi hanno risposto che non possono perché la prenotazione è agganciata al mio numero. Richiameranno stasera...

Corso? Numero strano? Sarà uno 095.

Prima considerazione: come ha fatto la Regione Lombardia ad approdare al numero di cellulare di mio marito? Bah, non voglio neanche saperlo. Perché la possibilità che io abbia dato il suo recapito per cose mediche e/o appuntamenti è abbastanza remota.
Seconda considerazione: in un periodo in cui parlo ossessivamente di visite, controlli e corsi di ogni genere è abbastanza normale la reazione di mio marito. Significa che mi ascolta. Mi ascolta come la maggior parte degli uomini ascoltano le donne. Come le lucine dell'albero di Natale. A intermittenza.

settembre 23, 2012

Di tosse, annessi e connessi

Per la serie chi ben comincia, a sole due settimane dall'inizio dell'asilo abbiamo vinto il raffreddore e la simpatica tosse da fumatore (grassa, per intenderci). Quella che i pediatri ti spacciano per normale se il tuo bambino va al nido e/o vive in una metropoli. Solo che noi ormai siamo alla materna e viviamo nell'hinterland. Però ce l'abbiamo lo stesso. 
E' che a me la tosse mi manda sempre un po' in paranoia. Sarà per i nostri episodi di tosse asmatica. Sarà che la storia della tosse col sibilo o senza sibilo non l'ho ancora capita (e infatti non faccio il medico). Sarà che ogni volta in casa si apre il dibattito sciroppo sì/sciroppo no (ma la faccenda che si tratta di una difesa dell'organismo la so solo io?). Oppure sarà che l'ultima volta Mattia si è trascinato la tosse per un mese e mezzo e al controllo dopo il secondo ciclo di antibiotici la pediatra mi ha buttato lì un: non so se l'altra volta gliel'avevo detto che più che una bronchite sembrava una broncopolmonite...  Ma sei scema? Ho (solo) pensato. Perché (ammutolita) credo di aver risposto: ah, ecco. A chiosare degnamente ci ha pensato a casa il consorte: l'ho sempre detto che la nostra pediatra non capisce un cacchio! (Anche se a dir la verità, quella che dice cacchio in famiglia sono io).
Tornando a noi, al raffreddore e alla simpatica tosse produttiva c'è da dire che quest'anno partiamo avvantaggiati. Abbiamo fatto il salto di qualità: l'acquisto di un aerosol che va a velocità supersonica (qui quello del 2008) ma soprattutto abbiamo imparato a soffiarci il naso, solo ed esclusivamente su richiesta ma è comunque un progresso, anzi Il Progresso.
Questo post nasce un po' come antisfiga per esorcizzare l'ansia della stagione dei malanni. Peraltro noi abbiamo dato un po' in tutte le stagioni. 
Che poi c'erano anche quelli che dicevano vedrai, al nido si fanno gli anticorpi e poi alla materna sono rocce... Embè? Scherzavano.

settembre 21, 2012

Voce del verbo socializzare

Stamattina ragionavo sul fatto che sto cominciando a socializzare con le altre mamme dell'asilo solo oggi (al secondo anno) mentre fino a quattro mesi fa mi stavano quasi tutte mediamente sulle palle. E poi mi lamento che ho due figli un tantino asociali...
Che poi non è del tutto vero ma: 
punto 1 - essendo in due fin dalla nascita, loro tendono a "bastarsi" a vicenda (e questa non è una cosa bellissima ma fisiologica sì); 
punto 2 - assorbono come spugne le mie sensazioni quindi se in una data situazione io non sono a mio agio, loro lo recepiscono con le ovvie conseguenze. Tolte queste due varianti, sono due bambini dolci e che amano la compagnia. Selezionata.
Fatta questa importante considerazione, ufficializzo che anche noi ci siamo interessati all'attività extrascolastica, nonché sportiva, da svolgere durante la settimana. Lo so che ci sono bambini che a 4 anni giocano a calcio, a tennis e tirano di scherma ma noi siamo lenti anche in questo (la presenza a singhiozzo del papà e il nostro poco spiccato senso sportivo a mio avviso non aiutano ma questo è un altro capitolo). So anche che ci sono pupetti che alla materna hanno un'agenda più fitta di un manager rampante ma tant'è. 
Detto questo, noi approdiamo ad un corso di ginnastica dal nome molto basico, tipo gioco e spazio o qualcosa del genere. Roba da principianti, insomma. Ma motivo d'orgoglio per noi perché è comunque una prima volta.

- per essere precisi il corso si chiama movimento e gioco: una su due l'avevo azzeccata!

settembre 10, 2012

...batti un colpo!


Questo post è per dire che esistiamo ancora.
Fatichiamo a conciliare i nostri desideri con la quotidianità ma continuiamo a fare del nostro meglio (dopo aver fatto del nostro peggio).
Tentiamo di resettare sempre e di cancellare una giornata storta con una dritta: qualche volta ci riusciamo, qualche volta no.
Dietro al plurale maiestatis c'è la mamma al quadrato. Di fronte ci sono due ometti che alla mia domanda ma la vostra mamma com'è? mi rispondono: sederona! Divertita e anche un po' interdetta, mi tocca allora precisare: intendevo dire, ma è brava o cattiva? Braaava! (E anche stavolta l'ho sfangata).
Due cuccioli di quattro-anni-quattro che iniziano il loro secondo anno di materna. Che gioia essere "mezzani", se ripenso al faticoso inserimento dello scorso anno. Mentre scrivo mi rivedo nascosta dietro ad un cespuglio, mentre spio i miei piccolini imbronciati (un consiglio: non fatelo mai!).
Stamattina uscendo dall'asilo ho incontrato una mamma "nuova" che mi ha detto: che caldo, forse è la temperatura o forse è l'ansia... Ecco, io d'istinto le avrei urlato amica-ti-capisco ci-son-passata-anch'io, invece le ho semplicemente sorriso perché in questo periodo sono molto molto low profile. Ma conto di migliorare.

Foto: Christian e Mattia - 09 settembre 2012 - Pompieropoli

luglio 30, 2012

Di tracce, indizi e vacanze

Ieri ripensavo ai tempi in cui i miei figli esploravano casa in ogni dove (non ricordo esattamente quando ma credo dopo aver iniziato a camminare), spostando, toccando, rovistando, senza risparmiare cassetti e comparti della cucina alla loro portata. 
Hai voglia a sgridarli. E che fatica ascoltare i parenti che dicevano che i loro nipoti no, non l'avevano mai fatto. 
Non ho ritenuto sbagliato svuotare casa degli oggettini che potevano rompersi o diventare un pericolo per loro. E non ho ritenuto sbagliato blindare alcuni cassetti e svuotarne altri per metterli a loro disposizione.
Con chi aveva da ridire, sfoderavo la solita giustificazione: tu avevi uno o due bambini da guardare? tu ci stavi da sola in casa coi bambini o eravate una task force? E chiudevo l'argomento. 
Col tempo gli oggettini sono ricomparsi (mica tutti eh!) e i cassetti sono tornati accessibili. I miei rimangono bambini curiosi da questo punto di vista ma la passione esploratrice è un po' passata. Eppure tutte le volte che trascorrono una giornata a casa della nonna, lasciano tre (dico tre) inconfondibili tracce del loro burrascoso passaggio: il giro della manopola programmi della lavatrice (poco importa se in funzione o meno), la sveglia, che suona di notte, sempre. E la gatta, povera gatta, che rimane chiusa in balcone o in casa, a seconda di come girano la levetta della gattaiola per accedere al terrazzo.

Detto questo, si avvicina agosto e le sospirate ferie lunghe. Anticipo i tempi e butto giù una serie di buoni propositi (lo so che è una cosa che si fa in settembre ma tant'é): 
- meno web, più libri (l'iphone, poi, non aiuta. Aveva ragione chi me lo aveva detto)
- meno carboidrati, più tutto il resto
- al bando le telefonate "finte" e le persone che non mi danno niente (dal punto di vista emotivo chiaramente)
- al bando la voce alta e le sfuriate (che di questi tempi vanno per la maggiore)

Diciamo che voglio mettermi in ascolto. E speriamo di raggiungere la giusta sintonia.

Buone vacanze a chi passa di qua.

luglio 24, 2012

Molto molto off topic

Da sempre le letture illuminanti le faccio nel bagno di casa mia. Stamattina sfogliavo un noto settimanale femminile e apprendevo che Peter Bregman, consulente strategico americano, sostiene che ciascuno di noi dovrebbe compilare un elenco di cose da non fare perché ci renderebbero la vita difficile. 
Tipo? Non frequentare persone che ci turbano, non fissare appuntamenti sapendo che abbiamo altri impegni (e poi ci sentiremmo in colpa), non comprare cose inutili etc.
Cioé, questo tizio in tre righe ha formulato i nodi cruciali dei miei malesseri ricorrenti. Io salverei giusto lo shopping compulsivo perché quello, checché se ne dica, ci fa star meglio. Oddio, basta non dar fondo al conto in banca. 
Per contro lo psichiatra che cura la rubrica dice che questo atteggiamento sarebbe sbagliato perché ignora una regola fondamentale dell'anima: saper ascoltare i disagi (che sì, aggiungerei io, a parole è una gran cosa ma metterla in pratica è un'altra storia).
In altre parole: dovrei cancellare dalla mia rubrica le persone che riescono a ribaltarmi l'umore con un sms? Oppure scandagliare il mio inconscio e capovolgere la mia esistenza per dar un senso e nuova vita al mio disagio? 
E ancora, dovrei ridurre al minimo gli impegni? Oppure all'occorrenza accavallarne un paio, che tanto il senso di colpa durerà una mezzora ma ci avrò guadagnato in emozioni ed esperienza?
La conclusione è che la mattina il cervello è meglio lasciarlo nel limbo e riconnetterlo dopo un paio di caffé. 

luglio 21, 2012

La tigre delle nevi e il tricheco cicciottone

Cos'è quello, mamma?
E' uno stambecco. Ah, no, ehm, un'antilope.
Guarda quelli. Cosa sono, mamma?
Sono pesci piranha. O no? Ah, sì, sì, sono piranha.
Guarda il rinoceronte. E lui cosa mangia?
Eh? Poi lo chiediamo a papà... 
Ecco. Guardate il riccio. Ah, no, questo è l'istrice... 
(E sì che c'erano i cartelli, mi fossi applicata, avrei potuto fare la disinvolta...)
Oggi, gita con mamma e nonna al Museo delle Scienze Naturali. E ne valeva la pena. Diciamo che me n'ero già accorta con le domande a raffica di Mattia ma oggi ne ho avuto la riprova: che come mi muovo mi muovo...ehm lacune? Piuttosto, voragini. 
Io non ho fretta di vederli crescere ma quando inizieranno la scuola sarà la volta buona che mi (ri)farò una cultura...
Ditemi qual è l'animale che vi è piaciuto di più?
Mattia: la tigre delle nevi (la tigre siberiana). No, va be' ma chi se la ricordava?
Christian: il tricheco cicciottone e l'elefante marino. Pure quello: non pervenuto.
Già che siamo in tema di animali e questo blog nasce per ricordarMi cose che diversamente cadrebbero nell'oblio, annoto l'ultimo trend di casa nostra. Io mi rivolgo a mio figlio chiamandolo per nome e lui mi risponde contrariato: non mi devi chiamare così, io sono un criceto (o un cagnolino o un baby giaguaro, a seconda del momento). Solo che tengono il personaggio per una mezz'ora buona e ti rispondono che non possono fare quella o quell'altra cosa perché i criceti o i cagnolini o i baby giaguari (e qui c'è lo zampino di Dora, Diego e compagnia bella) non la fanno. Ecco, niente, parliamone.

luglio 18, 2012

Pillole di vacanze

Come è ormai noto i miei post vacanzieri sono tutto fuorché grondanti di poesia. Primo perché non ho l'animo poetico, secondo perché non vado in posti poetici, terzo perché dopo un po' riesco a sentire la routine anche in vacanza. Nel senso che in ferie ci rimarrei volentieri a vita ma un po' in giro e un po' a casa mia. Diciamo, che ho l'animo inquieto. E ho un marito che (in questo e non solo) è peggio di me.
Comunque, ci siamo presi un anticipo di vacanza: una settimana al mare, in villaggio, pensione completa (prima volta in assoluto).  
Ma io non ho mai visto una casa senza cucina! 
E io non ho mai visto un frigorifero dentro nell'armadio! (minifrigo)
I due hanno faticato a farsene una ragione ma alla fine si sono abituati alla pratica buffet. Noi grandi, siamo rapidamente passati DAL che-gioia-non-dover-pensare-a-niente AL ma-quanto-cacchio-stiamo-mangiando?
Conclusione: l'anno prossimo casa SUL mare ma cuciniamo noi.
Cosa ricordare di questa mini vacanza? La gara in bicicletta nella pineta, il pedalò nel lago, lo spettacolo del mago, le scorpacciate di anguria e dolci, i quattro letti a formare un solo mega lettone, le scivolate in piscina, le nuotate nell'acqua alta, mamma perché i braccioli tengono a galla?, le corse (loro) a perdifiato, l'addio de-fi-ni-ti-vo al pisolino del pomeriggio e (nonostante tutto) un minimo sindacale di relax (questa sarebbe la vera novità di questa vacanza, insieme al fatto che dopo quattro-anni-quattro la mattina mi svegliavo prima io di loro).
Per la prossima tranche di vacanze aspettiamo agosto.
Mamma ci andiamo ancora in quel posto molto lontano, dove c'era la casa senza cucina e si andava sempre a mangiare ai cinesi? Sì, amore mio, ci torneremo ancora. Però come te lo devo dire? I cinesi sono i signori dai quali andiamo a mangiare la pizza vicino a casa nostra. Si dice mangiare al ristorante!

luglio 04, 2012

La caccia al tesoro di Mamma Felice

Con questo post partecipo alla Caccia al Tesoro di Mamma Felice.
I blog nascono per confrontarsi e condividere, ma alla lunga capita che ci si inchiodi al proprio blogroll e ci si precluda la possibilità di conoscere pagine (e persone) nuove. Quindi aderisco con gioia a questa iniziativa che si chiama Presentami un blog.

La mia carta d'identità:
Laura - 36 anni - mamma di Mattia e Christian (gemelli di quattro anni) - moglie di Giacomo (marito itinerante per lavoro) - lavoratrice a tempo pieno e leggermente borderline.
Amo: leggere, mangiare (ahimé), e sentirmi a posto con la coscienza.
Odio: la televisione di sottofondo, chi vive con il paraocchi e chi enfatizza tutto nella vita.
Segni particolari: allungo la CocaCola con l'acqua sennò mi viene il singhiozzo.

Nome del blog e obiettivi:
Mamma al Quadrato, nato nel 2008 quando i miei bambini avevano due mesi. Avevo voglia di raccontare le mie avventure da neomamma e la mia vita non convenzionale. Ho scoperto un meraviglioso mondo di donne e mamme straordinarie.

Un buon motivo per seguirmi: 
Non so cucinare, sono una pessima casalinga, sono una mamma pasticciona [ma animata da buonissime intenzioni] e critico spesso [ironicamente] mio marito. Sotto sotto invidio le mamme a tempo pieno anche se coi miei figli h24 durerei al massimo un mese. Morale? Leggere il mio blog vi farà sentire persone migliori (di me) o semplicemente in buon compagnia!

Due post che vale la pena...oddio, non esageriamo:
Dove mi trovate: 
Ho un profilo Facebook per il blog e uno personale (ma solo per chi si presenta), se volete segnalarmi il vostro potete farlo a questo indirizzo mail: mammaalquadrato@gmail.com