gennaio 17, 2012

Di cozze e sopracciglia

La mia convalescenza è finita, domani rientro a lavorare. E, come nella migliore delle mie previsioni, mi sta venendo l'ansia da lunedì, anche se domani è mercoledì. Nel senso di ansia da ripresa. E sì che iniziare di metà settimana ha i suoi bei vantaggi.
Che poi a me mica pesa lavorare, mi pesa il contorno. Sarebbe?
Mi pesa svegliarmi la mattina e dovermi dare un'aggiustata, perché uno in ufficio ci deve andare anche un po' presentabile. Mi pesa dovermi mettere delle scarpe che non sono quelle da ginnastica (non sono neanche i tacchi, eh, non ce la potrei fare). Mi pesa dover avere i capelli decenti. Mi pesa dover correre sempre contro il tempo perché da quando ci sono i bambini non sono mai in orario. Forse non lo ero neanche prima ma non ci giurerei. Mi pesa dovermi concentrare su qualcosa perché fluttuare col pensiero è il migliore dei passatempi.
Va be', visto che l'indole è questa e in dieci giorni ho subìto un notevole accozzimento, ho pensato bene di usare queste ultime ore di libertà per fare un restauro minimo, tipo una bella pulizia del viso. Che hai voglia ad arrampicarti sugli specchi, le estetiste ti beccano in un nanosecondo e ti costringono ad ammettere che sì, è vero, l'ultima volta l'hai fatta quasi ehm...un anno fa? Comunque, ammesso che la pulizia del viso sia una coccola e non una tortura, a me basta un sopracciglio pettinato e la pelle di velluto per sentirmi una strafiga. Sì, insomma, va be', quasi.
Qual è la vostra coccola preferita?

gennaio 16, 2012

Pulizie in senso lato

Ultimamente quando faccio il bagno ai bambini accade l'inspiegabile: buttano in acqua un paio di giocattoli, si immergono, passano i primi cinque minuti a sguazzare allegramente, infine mi chiedono la spugna e un po' di schiuma in più. E si mettono a passare le piastrelle del bagno. 
Considerato che non mi hanno mai visto fare una cosa del genere, hanno chiaramente qualche gene della nonna.

gennaio 13, 2012

Buon anno a me, buon anno a voi

Buon anno a me. Buon anno a voi. Questo è il primo post dell'anno: ritardataria come sempre. E' che una decina di giorni fa ho fatto un piccolo intervento chirurgico (niente di grave eh, roba di routine) e insieme a due settimane di convalescenza, ho vinto anche una dieci giorni di post op blues che non so se esista davvero ma che descriverei come quel bel senso di apatia misto a tristezza, in altre parole quello che ti serve per goderti i tuoi 15 giorni extra di tempo a casa con i tuoi figli. Quel fantastico mood in cui vedi tutto ma proprio tutto, tranne che il positivo che ti circonda. Ma se lo racconto è perché m'è passato. 
Prima consapevolezza: troppi giorni di riposo tutti insieme a me non fanno bene. Nel senso che ho in testa milleuno progetti ma ne realizzo due. Un po' come quando preparavo un esame: se avevo un mese davanti perdevo tempo a oltranza, quando mancavano tre giorni alla data riuscivo a ottimizzare anche il quarto d'ora.
Seconda consapevolezza: spiace dirlo ma mio marito era stato profetico. Ti do una settimana a casa e poi mi dirai che vuoi tornare a lavorare. Ehm, no, non è che mi manchi proprio il lavoro...diciamo i colleghi più simpatici? Questo per dire che spacco le orecchie a tutti (soprattutto a mio marito) dicendo che una mamma che lavora si fa un mazzo tanto e bla bla bla però io ecco a casa mi romperei un po' le scatole. Sì, insomma, anche i bambini hanno la loro bella giornata fuori casa e anche le due ore e mezzo dopo l'uscita dall'asilo a un certo punto diventano una routine. Va be' dai, sono un'eterna insoddisfatta, appena trovo la formula giusta, mi propongo per lavorare a giorni alterni.
Buon 2012 a voi. Buon 2012 a me. Avete bandito anche voi i buoni propositi?

dicembre 30, 2011

Lui e lei (Tomponzi)

Ieri sera:
Carico la lavastoviglie. Non c'è spazio per le due pentole. Le lavi tu? Gli dico. Sì. Ci penso io. Mi risponde lui.
Stamattina ore 8.00:
Le pentole giacciono (ancora sporche) nel lavandino. Tolgo dal piano della cucina un sacchettino vuoto e un brick con cannuccia e li getto nella spazzatura. Apro il frigo per fare il latte ai bambini e noto che i Muller alla frutta non sono più un pezzo unico da sei vasetti (comprati ieri).
Stamattina ore 8.35:
Lui: hai notato che non ho lavato le pentole ieri sera?
Io: sì, l'ho notato. Ho notato anche che hai mangiato un pacchetto di patatine, uno yogurt e qualcos'altro che ora mi sfugge (il succo di frutta).
Lui: Ma cosa sei? Tomponzi?
Per gli uomini i dettagli non esistono. Lasciano tracce ovunque e credono di essersi accasati con investigatrici che frugano nell'immondizia di casa a caccia di indizi.

dicembre 24, 2011

La Vigilia (2) h. 17.00

Lui ha abbandonato il letto. Per il divano. Vabbe', è già qualcosa.
Febbre: non pervenuta
Dolori: si stanno affievolendo
Attività: visione in pigiama dell'ennesimo film natalizio. Che sì lo so che è strano ma lui è un patito dei film su Santa Claus e in questo periodo se li vede tutti.
Va' che forse stiamo guarendo e per il cenone siamo due fiorellini...

La Vigilia h. 14.00

No vabbe' alla Vigilia un uomo in casa moribondo con 37.7 (trentasetteesette!) di febbre mi mancava. Ne sentivo proprio la necessità. Stamattina è uscito dal bagno bofonchiando eh mi sono ammalato, ho 38 di febbre (trentotto!) e si è cacciato sotto il piumone, coperto fino al naso (che in effetti è inusuale). 
Mi casca l'occhio sul termometro: 37.7 (trentasetteesette!). Mi sento di precisare: ma non hai 38, hai 37.7 e lui risponde sì, infatti ti ho detto quasi 38. Ah, ecco. Mi ero persa il quasi. 
Bollettino delle 12.00: pastina coi capelli d'angelo e consapevolezza che un'influenza così non la prendeva da anni. Che botta di fortuna.
Io continuo a sottovalutare il problema perché si sa che gli uomini tendono a metterla giù un po' dura e poi ho due bambini da far pisolare, quattro regali da incartare e la casa da bonificare. Meno male si cena dalla suocera. Tanto poi stasera davanti al tavolo imbandito si scoprirà la verità. Qui siamo tutti buone forchette. Magari avviene il miracolo.

dicembre 21, 2011

Questo dicembre

Un po' malinconico e un po' no. Questo è il mio dicembre:

La recita di Natale all'asilo
Che emozione vederli felici nel trovarci seduti "in platea". Composti ma un po' spaesati. Che tenerezza guardarli fare i pupazzetti snodati e cantare per finta, senza ricordarsi una parola. Così piccini ma già così grandi. Più disciplinati dell'orda barbarica di genitori e nonni che in queste occasioni, si sa, perdono la testa.

Il regalo dei regali.  
Un trenino grande con tanti trenini piccoli che poi parte (descrizione di Christian). Nello specifico una valigetta carica di trenini Chuggington che qui costano un botto e che ho acquistato online da toys.de ad un prezzo convenientissimo. 
Io che monitorizzo la consegna della Dhl tre volte al giorno perché li ho ordinati tardi. 
Noi che sballiamo di nascosto lo scatolone per comporre il tutto e che non vediamo l'ora di guardare le loro facce quando Babbo Natale il 24 sera glieli consegnerà.

Le cose della vita. 
Che sì, è vero, la vita è bella anche quando è brutta. Però sticavoli. 
E la percezione di come il dolore sia un'esperienza estremamente soggettiva: a volte allontana, a volte inspiegabilmente riavvicina.

Dopo questa botta di sconforto, mi ripliglio e lascio un augurio speciale a chi legge questo blog:
UN SERENO E CALDO NATALE.

dicembre 06, 2011

La mamma pavone

Realizzi che stai invecchiando 
quando sfogli Vanity Fair e ti rendi conto di conoscere solo la metà dei personaggi intervistati;
quando incroci un ragazzino in ascensore che ti dà del lei;
quando il peso a fisarmonica è un lontano ricordo (nel senso che buttare giù due chili è un'impresa titanica);
quando sei stata fotogenica per una vita e poi più;
quando apprendi con orrore che ti è scesa una palpebra: nel senso che ti è ceduta la pelle sopra l'occhio e della cui cosa accusi tuo marito perché la mattina sei sempre troppo di corsa, un po' incazzata e si sa che le rughe di espressione si chiamano così mica per niente!

Il mese di dicembre per me è il mese dei bilanci e delle valutazioni. In questo periodo tendo al malinconico e quindi la butto sull'estetica anche se in genere è l'ultimo dei miei pensieri.

novembre 24, 2011

FFS - La Fase delle Frasi Sceme

Ieri sera. 
Mattia:  caffè, cacca di bebè!
Io: ma chi ti ha insegnato questa cosa? 
Lui: il mio Salvatore...
(nonché compagno di classe) 

A soli tre anni e mezzo, abbiamo inaugurato la Fase delle Frasi Sceme.
Quelle che si imparano alla scuola materna, insieme agli atteggiamenti da bulletti,  tipici dei bambini più grandi. Perché per loro (cuccioli o piccoletti che dir si voglia) i bambini grandi sono dei veri e propri idoli. Uomini in miniatura da imitare. 

Che ci vogliamo fare? Sono le gioie delle classi eterogenee per età.

Christian al momento è ancora fuori dal giro, Mattia credo stia per buttarcisi a pesce.

novembre 13, 2011

La biblioteca della scuola materna

Per una volta un post serio. Solo per raccontare di un'idea che trovo molto molto carina: da questa settimana ha "riaperto i battenti" la biblioteca della materna, grazie alla disponibilità di un gruppetto di mamme che dalle 9 alle 11 di ogni lunedì si occupa di riordinare i libri e registrare i prestiti proprio come in una vera biblioteca. 
Il tutto avviene nel salone dell'asilo: i bambini scelgono un libro insieme alla maestra e lo portano a casa in un apposito sacchettino per poi riconsegnarlo il lunedì successivo. Un'iniziativa utile a promuovere la lettura ma anche a sensibilizzare i bimbi a maneggiare con maggiore riguardo le cose appartenenti a una comunità.
Io che amo leggere, son già curiosa di vedere i libri che porteranno a casa domani e che leggeremo durante questa settimana. Come primo libro Mattia ha scelto "Contiamo insieme" mentre Christian "Piccoli amici". Siccome mi piace l'idea di lasciare un traccia delle loro scelte e delle loro (nostre) letture, ho deciso di aggiornare l'elenco di questo post ogni lunedì. Ci metterò a fianco anche le stellette (da 1 a 5 in stile Anobii) ma il voto per il momento è tutta farina del mio sacco!

I prestiti di Mattia:

"Contiamo insieme" - Ed. La Coccinella - ****
"Che ore sono Polly?" - Dami Editore - ***
"Il topo di campagna e il topo di città" - Ed. La Coccinella - *****
"Sveglia pop!" - Edizioni Primavera - *
"Riccioli d'oro" - Ed. La Coccinella - ***** (adoro!)
"L'asilo degli orsetti" - Dami Editore - ****
"Max il mago" - Classica Licorne Edizioni - ***** (a loro è piaciuto molto!)

I prestiti di Christian:

"Piccoli amici" - Usborne Publishing - **
"Fattoria" - Dami Editore - ****
"Chi è nascosto nel cespuglio?" - Ed. La Coccinella - **
"Il gatto con gli stivali" - Mondadori - ***
"Oh che bel castello" - Sfera Editore - ***
"Le cinque dita" - Gribaudo - *****  primo libro letto da Christian, da lui medesimo intendo ;-)
" Quadrato come" - Ed. La Coccinella - ****

novembre 09, 2011

Pizza più ai cinesi

Nella nostra vita precedente adoravamo andare al cinema. Adoravamo prenotarci le poltrone. Acquistare i nostri bei biglietti su internet. Recarci alla multisala. Comprare i pop corn in formato famiglia. O in alternativa 4 etti di gommose: ottime per i denti, per il fegato e per la linea. Ci costavano più quelle dei biglietti. Arrivai a sospettare che mio marito volesse andare al cinema più per le caramelle che per il film.
Comunque, bando alle divagazioni: escono i Puffi e ci viene l'idea che si può provare a portali al cinema, in fondo hanno tre anni e mezzo. Più che a me, viene a lui, a dire la verità. Ma sì, non tanto per il film  (che in realtà loro guardano cartoni a spot e poi attaccano a giocare) quanto per l'esperienza in sé...
Poi succede che lo danno sempre e solo in 3d e quindi ci dimentichiamo della cosa. Così lui decide di scrivere al cinema e chiedere perché non lo danno in 2d,  che i bambini piccoli mica tengono gli occhialini per 90 minuti. Loro lo ringraziano per la segnalazione che gireranno all'ufficio competente. E giusto giusto la settimana dopo mettono in programma il 2d e lui è straconvinto che gliel'abbiano messo per lui. Perché gliel'ha chiesto via mail. Vabbe'. Orgoglioso per la battaglia vinta e complice la pioggia incessante, si acquistano i biglietti e si va.
Rimango dell'idea che l'esperienza cinema potesse tranquillamente aspettare. Il film non adattissimo perché non integralmente animato, e soprattutto 90 minuti ininterrotti senza pausa (che lo so che il primo e secondo tempo non si usano più, però...).
I due si sono comportati discretamente bene: Christian più predisposto alla visione, Mattia più distratto: mamma chi ha spento le luci? (l'esordio),  mamma perché non abbiamo preso i pop corn? mamma mangiamo qualcosina? mamma adesso andiamo che mi sono stufato? (allo scattare dei 60 minuti). Che io mi sarei alzata subito se fossi stata seduta lateralmente ma lui aveva preso i posti centrali perché sono il meglio. Se ci vai in due però. 
Usciti con una fame da lupo, abbiamo fatto tappa alla pizzeria sulla strada di casa. Andiamo ai cinesi, come dicono loro. L'han sentito da noi, naturalmente. Mica lo sanno che i cinesi sono gli orientali . Sono  convinti che quell'espressione lì significhi andare a mangiare fuori. Indipendentemente dalla location.

P.s. Le caramelle a forma di ciuccio sono un omaggio a Valentina. Quelli alla Coca Cola erano meno scenografici!

novembre 03, 2011

Indovina chi?


Oggi all'asilo li ha accompagnati lui.
Effettivamente da quando è iniziata la materna è successo poche volte.

Io: come è andata?
Lui: bene!
Io: hai salutato la maestra? Chi c'era da Christian? L'Ornella?
Lui: ehm, c'era una coi capelli corti...
Io: se era bionda, era l'Ornella. E nella classe di Mattia? C'era la Silvia, no?
Lui: ehm...hanno salutato una coi capelli lunghi neri...
Io: non ci sono maestre coi capelli lunghi neri...ah, non era la maestra, era la scenografa...
Lui: senti, io non le riconosco ancora...

Quanto tempo impiega un uomo ad associare quattro nomi a quattro volti?

ottobre 17, 2011

"Come sei bellissima"

"come sei dolce..."
"come sei bellissima..."

La aspettavi con ansia.

E' la fase in cui i tuoi figli maschi ti guardano come se fossi la Madonna scesa in terra.
E' la fase in cui, nonostante i brufoli sottopelle, la ricrescita selvaggia e la forma a pera costante, per loro sei 'na top model.

E allora ti godi il momento. Che poi passa.

ottobre 10, 2011

Cena con sorpresa (doppia)

Succede che sabato sera organizziamo un'uscita a cena con prole al seguito.
Con gli amici che hanno due gemelli come noi:  maschi anche loro ma di un anno più grandi.
Succede che sono da sempre refrattaria a portare i bambini al ristorante perché mi stresso, mangio col cronometro in mano e il tempo di resistenza al tavolo non supera mai i 35 minuti netti.
Succede che a volte decido che nella vita si può tentare di cambiare idea. E allora mi sono detta: va be' provo.
E ho provato. Complice il fatto che non ci vedevamo da molti mesi e che il ristorante aveva una sala giochi con animatrice.
La prima sorpresa è che siamo riusciti a stare lì 2 ore e mezza, per la seconda occorre seguire gli eventi:
Mattia che ordina la pizza ma mangia il piatto di gnocchi di suo fratello
Christian che a 30 minuti esatti si è già rotto le palle di stare seduto
la smania di andare nell'area bimbi, per poi spaventarsi perché la mamma torna su a mangiare
Mattia che torna al tavolo con noi e pretende che vada a recuperargli il fratello
chi attacca col tormentone: allora quand'è che mettiamo in cantiere il terzo? e giù risate
chi risponde: sì, dai che così ne fate altri due!
altre risate
io che dopo la mia birretta media sono bella rilassata e in pace col mondo

E poi a sorpresa:  
Lei: effettivamente, a proposito del terzo...
Io: aspettate il terzo? maddai, che bello, auguri!
Lei: shhh, veramente sono ancora due...

Dopo un teatrino di trenta secondi sul tema ma dai che è uno scherzo, no non ci posso credere, ma allora son cose che succedono veramente e altre amenità, ho capito che era vero.
Stavo giusto elaborando la prima delle tremila domande che avevo da fare che...mamma mi scappa la cacca!  (sul più bello naturalmente). 
Esco dal bagno, contenta di infilarmi nella conversazione e...mamma scappa cacca anche a me! (evvabbe').

"La vita a volte ha più fantasia di noi": l'ho letta in un libro e non è una balla. In questo caso direi che ci ha preso gusto. E' chiaro che si tratta di una bella notizia, sorprendente, destabilizzante (per chi la vive) ma bella. Si tratta di attendere il caos per ricreare nuovi equilibri. Come accade ogni volta che la vita ci impone un grande cambiamento.
Si tratta di incrociare fortissimamente le dita che ci sia almeno una femmina (per solidarietà tra donne, s'intende) ma soprattutto di trovare il modo e il coraggio di dirlo ai nonni (che in questo caso, come nel mio, sono preziosissimi tasselli del menage familiare e per dirla in altre parole si son già fatti un mazzo così).
Anzi, se avete suggerimenti su come annunciarglielo in modo molto soft, li giro alla mia amica.

ottobre 05, 2011

Mi mancano i rudimenti


Da tre giorni sulle matite colorate da portare nella classe di Christian.
Richiesta: scatola da dodici di matite grosse. Più temperino.

A punta grossa?
No perché io le ho trovate solo da sei e...ehm, non vorrei fare la figura della pezzente con le maestre... 
In cartoleria le avevano finite. Arrivano mercoledì.
Ma va'. Le trovi all'Esselunga. Si chiamano giottosupermina. Segnatelo!
Ah, nel senso che hanno la mina grossa. Non la punta?

No. Va be'. Io faccio fatica.
Mi mancano proprio i rudimenti.
E meno male siamo solo alla materna.